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domenica 10 giugno 2012

Tre


Per fortuna il nonno non si accorse di nulla così l'indomani il bambino tornò nel prato con le due oche rimaste.
“Devo tenere gli occhi aperti...” mormorava tra sé di continuo.. “c'è qualcuno che si sta divertendo a portare via le oche del nonno e devo scoprire chi è..”
Sedette al solito albero e si mise a leggere. Questa volta era facile contare le oche.. e lo controllava di continuo..
“un'oca.. due oche.. un'oca due oche.. un'oca.. due oche... “
E tanto contò che successe come quando si contano le pecorelle per dormire e infatti .. si addormentò.
La volpe era da un po' che l'aspettava nascosta dietro il suo cespuglio e quando lo vide profondamente addormentato corse come il vento a rubare un'altra oca... zacccc... e via corse verso il bosco..
Dormì così profondamente che si svegliò solo all'imbrunire.
Cercò le due oche ma ne trovò solo una. 
Era davvero impossibile adesso tenere nascosto l'accaduto al nonno. "Chissà come la prenderà - pensava mestamente sulla via del ritorno - Non avrà più fiducia in me.."
Il nonno lo vide arrivare con una sola oca, e il bambino scoppiò in lacrime raccontando l'accaduto.
"Su, su, non ti preoccupare - fece il nonno abbracciandolo per consolarlo - Non è proprio il caso sai? E' già successo altre volte e di sicuro non sarà l'ultima. E' stata la volpe Caterina."
"La volpe Caterina? - domando il bambino stupefatto - E tu come fai a sapere come si  chiama Caterina, le volpi non hanno nome."
Il nonno ridacchiò di gusto e si avviò verso casa dato che la cena era già servita in tavola.
"Andiamo a mangiare ora e non ci pensare. Domani verrò con te al lago e scoprirai perché porta quel nome."

Naturalmente il bambino moriva dalla voglia di sapere ma dovette attendere solo il mattino successivo per scoprire cosa fosse successo alle quattro oche scomparse.

[continua]

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