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sabato 9 giugno 2012

Quattro

Il mattino successivo di buon ora dopo aver fatto colazione, il bambino e il nonno si recarono allo stagno. Il nonno portava con sé un tamburo e mentre camminava spiegò al nipote la storia della volpe che rubava le oche.
"Vedi figliolo - disse - è già accaduto altre volte. Questa volpe la conosco bene, e anche le mie oche la conoscono tanto bene che alla fine sono diventate amiche.
Quando si sente sola e ha voglia di divertirsi la volpe viene qui allo stagno e si ruba un'oca e la porta nella sua tana e si mette a giocare a rubamazzo con lei. E prendono il tè e i biscottini e non si accorgono del tempo che passa. E via via che il tempo passa fanno una bella combricola con le altre oche che poi si prende.
L'unico modo per convincerla a restituire le oche è cantare una canzoncina che ti insegnerò."
Arrivarono al laghetto e attesero che passò mezzogiorno.

Quando videro la volpe nascondersi dietro il solito cespuglio il nonno prese il tamburo e iniziò a cantare battendo forte sul tamburo, tanto forte da sembrare un colpo di fucile.

Volpe volpe ho capito
l'oca prender vuoi (bum)
l'oca prender vuoi (bum)
l'oca è mia, l'oca è mia
certo non la lascio a te
l'oca è mia, l'oca è mia
non la lascio a te .... (bum)

L'oca sentendo il colpo del tamburo pensò che fossero arrivati i cacciatori e di corsa scappò via riportando una alla volta tutte le oche.

E così da quel giorno ogni volta che le oche sparivano il bambino non fece altro che prendere il tamburo del nonno e divertirsi a cantare la canzoncina che il nonno gli aveva insegnato.


[Fine]


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