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lunedì 11 giugno 2012

La storia della volpe che rubava le oche

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Un giorno d'estate Mattia e Marta ricevettero la visita dei nonni.
Mattia naturalmente non perse l'occasione per farmeli conoscere e il nonno, un signore simpatico dagli occhi chiari e dal sorriso sincero, sapendo della passione del nipote per le storie gli racconto una storiella: la storia della volpe Caterina.
Spero di non sbagliare a raccontarla anche a voi miei piccoli lettori.

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C'era una volta un bambino – iniziava così proprio come le storie che raccontano i nonni – che passava le vacanze estive nella fattoria del nonno.
Li era cresciuto suo padre e la fattoria era immersa nel verde con tanti animali, mucche, cavalli, anatre, maiali, galline. Insomma una vera fattoria.
Il nonno però aveva un debole per le oche. Aveva cinque oche stupende tutte bianche. Erano il suo orgoglio e si vantava di averle cresciute personalmente come fa una chioccia coi suoi pulcini. E tutti i giorni dell'anno le conduceva a un piccolo laghetto non distante dalla fattoria. A loro divertiva molto sguazzare nell'acqua del laghetto e sfamarsi mangiando l'erbetta fresca che cresceva sulle rive.
Quando arriva l'estate questo era il compito del nipote, il quale per altro era ben contento di poter stare tutti i giorni all'aria aperta e godere del sole caldo.
Con sé portava sempre un buon libro da leggere un paio di panini per mezzogiorno e una borraccia d'acqua.
Ogni tanto il bambino si divertiva un mondo a fare il bagno insieme alle cinque oche, che ovunque andasse lo seguivano dappertutto.



Un giorno quando il caldo era più caldo del solito il bambino si sedette sotto un grande albero a leggere il suo libro e prese a controllare le oche da lontano e ogni tanto le contava.
Un'oca.. due oche.. tre oche .. quattro oche.. cinque oche... e proseguiva la lettura.
Passò di lì una volpe attirata dallo starnazzare delle oche. Si avvicinò e si nascose dietro un cespuglio e attese.
Il bambino leggeva e contava le sue oche e alla fine … si addormentò.
Subito rapida come il vento la volpe uscì fuori dal suo nascondiglio e … zac... portò via una volpe.
Immaginate un po' la faccia del bambino quando si svegliò e riprese a contare le sue oche.
Un'oca.. due oche .. tre oche .. quattro oche... e la quinta? Si domando balzando in piedi cercandola dappertutto.
Ocaaaa.... ocaaaa.. dove sei! Gridava in giro per il prato.
Venne ora di rincasare ma dell'oca nessuna traccia.
Tornò a casa e non osò dire nulla al nonno convinto che l'indomani mattina l'avrebbe sicuramente ritrovata.


[continua]

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