Benvenuti sul sito di Tino ROBOT... scopri tutte le sue fantastiche storie e ascolta le sue canzoni...

lunedì 18 giugno 2012

Incredibile ma vero!

Benvenuti nel mio blog. Sembra incredibile che anche un piccolo robot come me, possa avere un blog, eppure eccomi qui.




Se conosci già la mia storia puoi lasciarmi un messaggio, un saluto e io ti risponderò.
Oppure se vuoi puoi mandarmi una foto del robottino che hai costruito, che ne dici? Mi fa sempre molto piacere ricevere notizie  e foto da altri robottini  sparsi in giro per il mondo. Per vederli basta un semplice clik sulla galleria delle immagini qui sotto.
Se invece ancora non conosci la mia storia... non ti resta che scoprirla, e se vorrai costruire un robottino tutto tuo, armati di pazienza e con semplici materiali di scarto potrai realizzarlo. Come?
E' semplicissimo! Segui le istruzioni facendoti aiutare da mamma o papà divertendoti insieme a loro a costruirlo.
Inoltre potrai trovare anche altri racconti che mese per mese, se avrai la pazienza di seguirmi, ti racconterò. 
Potrai sentire le mie musiche, imparare a cantarle insieme a me e tante altre cose che scoprirai seguendomi. 
Vuoi diventare mio amico?

A presto allora, ti aspetto.


Tino Robot

Inizia a leggere: Capitolo I - Un lungo viaggio.



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Invia la foto del tuo Robottino a tinorobot@gmail.com. Incontrerà tanti suoi amici costruiti da altri bambini che hanno conosciuto la sua storia, o guarda la galleria delle immagini nei link qui sotto.

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Tutto il materiale contenuto in questo blog, sia testi che musiche, non può essere utilizzato senza l'autorizzazione dell'autore.
Qualsiasi richiesta va indirizzata a tinorobot@gmail.com

lunedì 11 giugno 2012

La storia della volpe che rubava le oche

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Un giorno d'estate Mattia e Marta ricevettero la visita dei nonni.
Mattia naturalmente non perse l'occasione per farmeli conoscere e il nonno, un signore simpatico dagli occhi chiari e dal sorriso sincero, sapendo della passione del nipote per le storie gli racconto una storiella: la storia della volpe Caterina.
Spero di non sbagliare a raccontarla anche a voi miei piccoli lettori.

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C'era una volta un bambino – iniziava così proprio come le storie che raccontano i nonni – che passava le vacanze estive nella fattoria del nonno.
Li era cresciuto suo padre e la fattoria era immersa nel verde con tanti animali, mucche, cavalli, anatre, maiali, galline. Insomma una vera fattoria.
Il nonno però aveva un debole per le oche. Aveva cinque oche stupende tutte bianche. Erano il suo orgoglio e si vantava di averle cresciute personalmente come fa una chioccia coi suoi pulcini. E tutti i giorni dell'anno le conduceva a un piccolo laghetto non distante dalla fattoria. A loro divertiva molto sguazzare nell'acqua del laghetto e sfamarsi mangiando l'erbetta fresca che cresceva sulle rive.
Quando arriva l'estate questo era il compito del nipote, il quale per altro era ben contento di poter stare tutti i giorni all'aria aperta e godere del sole caldo.
Con sé portava sempre un buon libro da leggere un paio di panini per mezzogiorno e una borraccia d'acqua.
Ogni tanto il bambino si divertiva un mondo a fare il bagno insieme alle cinque oche, che ovunque andasse lo seguivano dappertutto.



Un giorno quando il caldo era più caldo del solito il bambino si sedette sotto un grande albero a leggere il suo libro e prese a controllare le oche da lontano e ogni tanto le contava.
Un'oca.. due oche.. tre oche .. quattro oche.. cinque oche... e proseguiva la lettura.
Passò di lì una volpe attirata dallo starnazzare delle oche. Si avvicinò e si nascose dietro un cespuglio e attese.
Il bambino leggeva e contava le sue oche e alla fine … si addormentò.
Subito rapida come il vento la volpe uscì fuori dal suo nascondiglio e … zac... portò via una volpe.
Immaginate un po' la faccia del bambino quando si svegliò e riprese a contare le sue oche.
Un'oca.. due oche .. tre oche .. quattro oche... e la quinta? Si domando balzando in piedi cercandola dappertutto.
Ocaaaa.... ocaaaa.. dove sei! Gridava in giro per il prato.
Venne ora di rincasare ma dell'oca nessuna traccia.
Tornò a casa e non osò dire nulla al nonno convinto che l'indomani mattina l'avrebbe sicuramente ritrovata.


[continua]

domenica 10 giugno 2012

Due

Il giorno seguente tornò al laghetto subito cercò l'oca ma niente. Nessuna traccia. Un po' sconsolato si sedette sotto l'albero e contò le sue quattro oche rimaste, promettendosi di fare buona guardia.

"Un'oca .. due oche... tre oche... quattro oche... "

E mentre leggeva ogni tanto contava e poi tornava a leggere e poi contava... finché tra il caldo del giorno e la fatica della lettura si addormentò di nuovo gli occhi si appesantirono così tanto che dopo un po' si addormentò.
La volpe che girava ancora nei paraggi non aspettava altro. Rapida uscì dal suo nascondiglio e … zacc.. rubò un'altra oca.  
Al suo risveglio vide tre oche che gironzolavano nel prato e pensò che la quarta di sicuro fosse nello stagno a nuotare, ma quando si accorse che era sparita iniziò a cercarla gridando a squarciagola.. "Ocaaaa... Ocaaaaa dove seiii.." Ma dell'oca nessuna traccia.

Tutto triste e sconsolato tornò verso casa meditando se raccontare l'accaduto al nonno. Decise di ritentare il giorno dopo pensando che forse le due oche scomparse si erano ritrovate dall'altra parte dello stagno e non sapevano trovare la strada del ritorno. Così si ripromise che il giorno seguente avrebbe guardato da quella parte del lago.
La mattina seguente delle due oche scomparse non c'era traccia. Preoccupato tornò a sedersi al suo albero e prese il libro deciso però a fare buona guardia. E contò le sue oche.

"Un'oca.. due oche... tre oche.." 
Faceva un gran caldo quel giorno e dopo una bella nuotata con le tre oche rimaste nel laghetto si stese al sole e si appisolò.
Indovinate un po' chi lo stava osservando dietro un cespuglio?

La volpe uscì con calma, questa volta. Tanto era convinta che il bambino dormisse profondamente che prese sottobraccio un'oca e scappò via.
Non vi dico le grida disperate quando si accorse di essere rimasto con soltanto due oche. 
-->due oche sono poche.. - pensò tornando a casa – il nonno di sicuro se ne accorgerà..   

[continua]

Tre


Per fortuna il nonno non si accorse di nulla così l'indomani il bambino tornò nel prato con le due oche rimaste.
“Devo tenere gli occhi aperti...” mormorava tra sé di continuo.. “c'è qualcuno che si sta divertendo a portare via le oche del nonno e devo scoprire chi è..”
Sedette al solito albero e si mise a leggere. Questa volta era facile contare le oche.. e lo controllava di continuo..
“un'oca.. due oche.. un'oca due oche.. un'oca.. due oche... “
E tanto contò che successe come quando si contano le pecorelle per dormire e infatti .. si addormentò.
La volpe era da un po' che l'aspettava nascosta dietro il suo cespuglio e quando lo vide profondamente addormentato corse come il vento a rubare un'altra oca... zacccc... e via corse verso il bosco..
Dormì così profondamente che si svegliò solo all'imbrunire.
Cercò le due oche ma ne trovò solo una. 
Era davvero impossibile adesso tenere nascosto l'accaduto al nonno. "Chissà come la prenderà - pensava mestamente sulla via del ritorno - Non avrà più fiducia in me.."
Il nonno lo vide arrivare con una sola oca, e il bambino scoppiò in lacrime raccontando l'accaduto.
"Su, su, non ti preoccupare - fece il nonno abbracciandolo per consolarlo - Non è proprio il caso sai? E' già successo altre volte e di sicuro non sarà l'ultima. E' stata la volpe Caterina."
"La volpe Caterina? - domando il bambino stupefatto - E tu come fai a sapere come si  chiama Caterina, le volpi non hanno nome."
Il nonno ridacchiò di gusto e si avviò verso casa dato che la cena era già servita in tavola.
"Andiamo a mangiare ora e non ci pensare. Domani verrò con te al lago e scoprirai perché porta quel nome."

Naturalmente il bambino moriva dalla voglia di sapere ma dovette attendere solo il mattino successivo per scoprire cosa fosse successo alle quattro oche scomparse.

[continua]

sabato 9 giugno 2012

Quattro

Il mattino successivo di buon ora dopo aver fatto colazione, il bambino e il nonno si recarono allo stagno. Il nonno portava con sé un tamburo e mentre camminava spiegò al nipote la storia della volpe che rubava le oche.
"Vedi figliolo - disse - è già accaduto altre volte. Questa volpe la conosco bene, e anche le mie oche la conoscono tanto bene che alla fine sono diventate amiche.
Quando si sente sola e ha voglia di divertirsi la volpe viene qui allo stagno e si ruba un'oca e la porta nella sua tana e si mette a giocare a rubamazzo con lei. E prendono il tè e i biscottini e non si accorgono del tempo che passa. E via via che il tempo passa fanno una bella combricola con le altre oche che poi si prende.
L'unico modo per convincerla a restituire le oche è cantare una canzoncina che ti insegnerò."
Arrivarono al laghetto e attesero che passò mezzogiorno.

Quando videro la volpe nascondersi dietro il solito cespuglio il nonno prese il tamburo e iniziò a cantare battendo forte sul tamburo, tanto forte da sembrare un colpo di fucile.

Volpe volpe ho capito
l'oca prender vuoi (bum)
l'oca prender vuoi (bum)
l'oca è mia, l'oca è mia
certo non la lascio a te
l'oca è mia, l'oca è mia
non la lascio a te .... (bum)

L'oca sentendo il colpo del tamburo pensò che fossero arrivati i cacciatori e di corsa scappò via riportando una alla volta tutte le oche.

E così da quel giorno ogni volta che le oche sparivano il bambino non fece altro che prendere il tamburo del nonno e divertirsi a cantare la canzoncina che il nonno gli aveva insegnato.


[Fine]