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sabato 19 maggio 2012

capitolo tre: l'uomo di latta



La strada si inoltrava in un fitto bosco. La luce era sempre più  fioca, quando all’improvviso udirono degli strani cigolii simili a lamenti.  
Si avvicinarono intimoriti e scorsero un tagliaboschi. Fin qui nulla di strano, di tagliaboschi ce ne sono tanti, ma a guardarlo bene, non era in carne ed ossa come tutti i normali tagliaboschi, bensì era tutto interamente di latta!
Si, avete capito bene di latta! E per giunta era fermo e immobile, incapace di muoversi. 
Vedendo la bambina si rivolse a lei con parole tanto gentili che tutta la paura che quei cigolii aveva scatenato in lei, svanì di colpo. 
Buongiorno mia cara bambina saresti così gentile da mettermi una goccia d’olio sulle mie povere braccia, sulle mie gambe? - disse il tagliaboschi.
Ma certo, certo che si..” rispose Dorothy. Prese una piccola pompetta di olio che era a poca distanza da lui e oliò le sue arrugginite giunture.
Il tagliaboschi raccontò che era stato sorpreso dalla pioggia mentre tagliava un albero e l'acqua aveva arrugginito le giunture e non riusciva più a muoversi. Per questo motivo girava sempre con la sua pompetta di olio, solo che quella volta non aveva fatto in tempo a raggiungerla.
Quando poté finalmente muoversi, fece un inchino di ringraziamento a Dorothy e si presentò. 

[scarica e colora il disegno dal link]
"Grazie mia cara sei stata proprio gentile… io sono l’uomo di latta e vivo qui in questo bosco”.
Poi iniziò a raccontare la sua storia di quando tempo addietro era un giovane boscaiolo e di come l’aveva ridotto una vecchia strega malvagia per impedirgli di sposare la ragazza più bella che avessi mai conosciuto, fino a ridurlo un ammasso di ferro senza cuore.

Io sono il tagliaboschi

E fatico tutto il dì

Mi vedi son di latta
Le braccia il petto e il cuor
Il cuore che non ho
Mi fu rubato un dì
Avevo una fanciulla

Che amavo più di me

Ma una brutta strega
Un giorno la rubò
e io che non mi arresi
contro di lei lottai
Ma grande è la magia
E vincerla non puoi
così quella malvagia
Il mio corpo trasformò
E ora devo stare
Attento agli acquazzon
Mi basta una goccia
E non mi muovo più

Crudele è il mio destino
Che vivere mi fa
In queste condizioni
E non poter amar
Vorrei avere un cuore
Un cuore vero sai!!

Tornare a palpitare
gioire dell’amor
Aiutami ti prego
Tu mi potrai salvar
Aiutami ti prego
A muovermi di qui…

Dorothy si commosse al racconto del tagliaboschi e lo invitò ad unirsi a loro. Gli parlò del mago di Oz e dei suoi poteri straordinari che avrebbero consentito a lei di tornare a casa e al suo amico spaventapasseri di avere un cervello. 
“E credi che a me, il gran mago di Oz potrebbe darmi un cuore?”
Certo che si … se può dare un cervello a me, può dare un cuore a te!” – rispose lo spaventapasseri.
Ottimo ragionamento prendo le mie cose e vengo con voi” disse l’uomo di latta mentre si chinava per prendere la sua indispensabile pompetta per l’olio unendosi a loro.

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