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martedì 15 maggio 2012

Capitolo I - Il mago di Oz


La sala della scuola era gremitissima di ragazzi e ragazze con le loro rispettive famiglie. Il brusio di fondo era tale che quando Mattia mi parlava faticavo a comprenderlo. Poi all'improvviso le luci del palco si accesero illuminando una stupenda scenografia.

Gli ultimi spettatori ritardatari si accomodarono ai loro posti mentre il brusio scemò pian piano lasciando spazio al silenzio. E la storia incominciò.

Due simpatici ragazzetti si fecero avanti dando il benvenuto al pubblico, annunciando il titolo dello spettacolo e gli interpreti principali.

 

"IL MAGO DI OZ- dissero all'unisono - nella libera interpretazione della classe prima C... 

Personaggi e interpreti.. "

Non starò qui ad annoiarvi con l'elenco che iniziarono a leggere, giacché era davvero lungo, ma fui felice di leggere negli occhi di Mattia un pizzico di commozione quando annunciarono.. 

"E nella parte principale di Dorothy, la nostra splendida Martaaa..."

Uno scroscio di applausi accompagnò i due ragazzi dietro le quinte e le luci in sala si abbassarono. Mentre una voce fuori campo dava inizio al racconto.


 

Tutto ebbe inizio quando si alzò il vento. Nel bel mezzo di una giornata di sole all'improvviso il vento si alzò.

Questa storia narra le vicende della piccola Dorothy e di quel che le accadde un giorno quando nel bel mezzo di una giornata ventosa, la sua casa fu trasportata da una tempesta di vento in un luogo sconosciuto e alquanto strano. Non si sa come la cosa accadde, sappiamo solo che improvvisamente si levò un fortissimo vento che fece dapprima dondolare la casa, che scricchiolò emettendo incredibili rumori, tanto forti da sembrare colpi di cannoni, battiti di tamburi assordanti.

Poi tutto iniziò a girare, e la casa lentamente si sollevò.
Quando finalmente la bufera si placò Dorothy ancora scossa da quell’incredibile e strano volo uscì fuori dalla casa e con suo grande stupore vide tutto intorno a lei un paesaggio bellissimo fatto di verdi prati, pieni di coloratissimi fiori, grandi e maestosi alberi carichi di frutti saporiti e con un sole brillante come non le era mai capitato in vita sua di vedere.



Mentre camminava in quel nuovo paesaggio in compagnia del suo cagnolino, vide avvicinarsi un piccolo gruppo di persone tra le più bizzarre che le fosse mai capitato di incontrare.
Erano tre uomini e una donna, e tutti vestiti in modo curiosissimo. Gli uomini indossavano abiti blu e cappelli rotondi a cono, col bordo guarnito di campanelli che tintinnavano a ogni mossa.
La donna invece indossava un abito bianco e aveva l’aria di essere un’autorità.
Quando furono vicini alla soglia di casa, la donna prese la parola dicendo: “Benvenuta o nobile maga”.
Buongiorno a te…” rispose Dorothy.

Poi la vecchina riprese a parlare: “ti siamo infinitamente grati per averci liberato dal dominio della malvagia strega dell’est, che ci teneva in schiavitù”.

A queste parole Dorothy sgranò gli occhi incredula e le rispose:
Siete molto gentile ma io non ho fatto niente”.
La vecchina allora le indicò il punto esatto in cui era atterrata la casa di Dorothy: senza volerlo la sua casa era atterrata proprio sulla testa della vecchia e malvagia strega del est e tutto quello che rimaneva di lei erano un paio di scarpette d’argento che spuntavano da sotto un blocco di legno, e così tornò a parlarle: “Guarda tu stessa che disastro
Che disastro!! – rispose Dorothy, e poi aggiunse: ma tu chi sei?”
Io sono la strega buona del Nord” – rispose la vecchia.
E così dicendo si avvicinò alla bambina e le diede un bacio in fronte.
Ecco – disse – il mio bacio ti porterà fortuna e ti proteggerà: è un piccolo segno di ringraziamento per il tuo aiuto prezioso”.

Improvvisamente si udì una musica di danza e Dorothy si ritrovò senza nemmeno rendersene conto a ballare insieme a quegli strani personaggi.
Finito il balletto Dorothy si rivolse alla vecchina ringraziandola:
Grazie per il bacio, ma io come farò a tornare a casa?”
Segui quella strada e buona fortuna…” rispose la vecchina.
E così dicendo… scomparve insieme ai suoi due amici.
Dorothy si guardò intorno e vide una strada tutta gialla e ripassando davanti alla sua casetta prese le lucenti scarpette d’argento della strega e si incamminò.
Poco più avanti trovò un cartello sul quale stava scritto:Benvenuti nel paese del grande e possente mago di Oz”.
Visitate il suo castello nella Città di Smeraldo”
Dorothy si mise in marcia animata dalla speranza che forse nella Città di Smeraldo avrebbe potuto chiedere aiuto, magari direttamente al grande mago di Oz.
E mentre marciava iniziò a cantare una canzoncina al suo inseparabile cagnolino:

In marcia amico mio
Andiam per questa strada
Di giallo colorata
Chissà dove porterà?? (rit.)

Sarà la nostra guida
E noi la seguirem
Sarà la nostra guida
Fin a dove lei vorrà…


[continua]

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* Per chi desiderasse, è possibile ascoltare le musiche contenute in questo e altri racconti scrivendo all'indirizzo tinorobot@gmail.com indicando il titolo della canzone e la storia. 

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