Benvenuti sul sito di Tino ROBOT... scopri tutte le sue fantastiche storie e ascolta le sue canzoni...

venerdì 18 maggio 2012

capitolo due: lo spaventapasseri

Certo era davvero parecchio divertente vedere Marta fare la parte della protagonista principale. Mattia, per vedere meglio, mi aveva portato fin sotto il piccolo palco e si era seduto a gambe incrociate ad ascoltare la voce del narratore che continuava a raccontare:
"Dorothy camminò per diverso tempo e passando a fianco di un campo di grano pieno di spighe gialle e fruscianti, vide uno spaventapasseri.
Incuriosita si avvicinò fissando il suo viso buffo e con suo gran stupore lo spaventapasseri le fece l’occhiolino dicendole: 

[scarica e colora il disegno dal link]
Buongiorno mia cara” disse lo spaventapasseri
Buongiorno a te, sei stata tu a parlarmi?” rispose un po' timidamente Dorothy
Si, si, sono stato io!” ribadì lo spaventapasseri.

Immaginatevi un po’ la faccia della povera fanciulla quando si accorse che a parlarle era stato proprio lui e per presentarsi iniziò a cantare la sua canzone.

Ecco qui un uccellino
che svolazza tutto il dì
Ma nel campo dal mattino
Veglia sempre quell’omin…

Testa sgombra dai pensieri
Niente idee e desideri
Gambe e braccia son di paglia
E una faccia da canaglia

Il suo compito è assai ingrato
Liberar dai tordi il prato
E le bionde e ricche spighe
Lui difendere dovrà

Né la pioggia e il vento teme
Né la neve e i sol cocente
E il lavor che lui sa fare
Così bene eseguirà…

Se trafiggerlo vorrai
Lui dolor non sentirà
Ma se il fuoco userai
Di paura tremerà…

Sii tu grato a quell’omino
Con la faccia buffa assai
Che ti guarda un po’ spaesato
Coi suoi occhi da lontan.

Poi lo spaventapasseri riprese a parlarle: “ Dove stai andando di bello?”
Sto andando dal mago di Oz” – rispose la bambina.
Davvero?? allora portami con te” gli rispose speranzoso.
Bene allora andiamo” disse Dorothy.

Si misero in marcia e strada facendo lo spaventapasseri le raccontò la sua storia:
Sai tutti mi dicono che sono stolto perché nel mio cervello c’è solo paglia e ridono di me, così se mi porti con te potrò chiedere al grande e onnipotente mago di darmi un cervello nuovo tutto per me”.
La strada si inoltrò in un fitto bosco. La luce si faceva sempre più scarsa quando all’improvviso si udirono degli strani cigolii simili a lamenti. 

[continua] 


______________________________

 

Nessun commento:

Posta un commento