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giovedì 24 maggio 2012

capitolo cinque: la città di smeraldo


Camminarono sul sentiero di mattoni gialli finché arrivarono alla Città di Smeraldo furono impressionati dalla bellezza del luogo. Le case e le strade erano colorate di verde e adornate con file interminabili di smeraldi, che brillavano alla luce del sole.
In giro c’era molta gente, uomini, donne e bambini: erano tutti vestiti di verde e il loro cappelli erano tempestati di gemme lucenti.
Trovarono il palazzo del mago di Oz e quando furono vicino all’ingresso gli si fece incontro un sentinella che li accompagnò nell’ampio salone del trono: “Mettetevi comodi – disse la sentinella – vado ad annunciare il vostro arrivo” .
La sala del trono era riccamente adornata di tutte le più preziose perle e il bagliore era così forte che i nostri amici furono costretti ad indossare dei vistosi occhiali verdi per ripararsi dalla luce, quando all’improvviso una voce potente parlò.
“Chi osa disturbare il grande e potente mago di Oz, spero per voi che abbiate un valido motivo per un affronto di questa portata” 
 
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L’uomo di latta allora prese la parola e rispose: “Siamo qui per chiedere il tuo aiuto” e iniziò a raccontare la sua storia e quella e del suo desiderio di avere un cuore, racconto di Dorothy e del suo desiderio di tornare a casa, dello spaventapasseri che voleva un cervello tutto per se e del povero leone che voleva ritrovare il suo coraggio… ma il gran mago che ancora non si era mostrato scoppiò in una gran risata: “Ah Ah ah ah ah ah… “ Stolti, voi pensate di ricevere il mio aiuto senza offrirmi nulla in cambio?”
Dopo alcuni momenti di terrificante silenzio, la voce riprese a parlare: “Ecco cosa ho deciso per voi: vi aiuterò solo se sarete capaci di cacciare la strega cattiva dell’ovest che è mia nemica.”

Forse voi non lo sapete
Che gran mago io son
Il mio nome è molto noto
Tutto il mondo sa di me
Viva Oz la gente grida
Tu sei il nostro gran dottor
Tu ci illumini la via
Coi tuoi mille e più colori
E su questo bel paese
Tutto fatto di color
Io domino indiscusso
Re sovrano e imperator
 


Lo spaventapasseri allora timidamente aggiunse: “Grande mago - disse lo spaventapasseri – noi non siamo così potenti, come possiamo sconfiggere la strega dell’ovest, che speranze abbiamo di poterci riuscire noi?”
“Come osi rivolgerti così a me … tu che sei senza cervello. Ora andate e poche storie” rispose la voce seccamente.
I nostri amici lasciarono la sala del trono piuttosto delusi ma il leone li rincuorò dicendo:
“Coraggio amici ce la faremo – disse l’uomo di latta – sbrighiamoci e prima facciamo, prima avremo ciò che desideriamo.”
Così tutti insieme amici ripresero la strada che conduceva verso i territori sconosciuti del nord alla ricerca della strega malvagia.
 
Mattia osservava la scena con un'espressione rapita sul viso. 
 
 
[continua]


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