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mercoledì 30 maggio 2012

capitolo otto: gran finale

La storia era entrata nel vivo e il pubblico divertito dalla bravura dei piccoli attori applaudiva di continuo. Mattia guardava Marta sempre più orgoglioso e contento per lei.
***
Quando tornarono nella città di smeraldo si presentarono subito al cospetto del gran mago. La sentinella che era di guardia li accompagnò nella sala del trono dove il gran mago li stava già attendendo.


Allora che notizie mi portate? Ditemivi ascolto” – disse il mago.
Dorothy raccontò come erano riusciti a sconfiggere la strega cattiva del ovest e poi con un sorriso aggiunse: “Ora però devi esaudire i nostri desideri, lo avevi promesso”.
Il mago rimase in silenzio qualche istante poi chiamò lo spaventapasseri e gli disse:
Tu volevi un cervello, giusto? Bene… avvicinati…
Prese una manciata di chiodi e dopo avergli sollevato il cappello li posò sulla testa dello spaventapasseri: “Ecco fatto, ora sei a posto… Da questo momento saranno ancora più appuntiti. Vai e sii felice”
Poi fu il turno dell’uomo di latta.
E tu invece desideravi avere un cuore! Bene bene … avvicinati…” e prendendo un cuore di stoffa glielo incollò sul petto dicendogli: “Tieni questo cuore di stoffa ma ricorda che i buoni sentimenti non possono essere tolti a chi ne ha già.”
E tu invece Leone, eri quello che aveva smarrito il coraggio vero?”
Poi il mago prese dalla suo armadio un bottiglia di liquore.
Tieni Leone, bevi un sorso di questo liquore, lui risveglierà il coraggio che ancora esiste in te… anche se tu, da quello che ho sentito, non ne hai bisogno”.
Così dicendo gli offrì un sorso di “Courage” che poi altro non era che un rinomato liquore francese.
Ora sei pronto per riprendere il tuo posto nella foresta da cui vieni” disse il mago.
Infine si rivolse a Dorothy.
Mia cara fanciulla, le che hai rubato scarpe alla strega hanno dei magici poteri. Mettile e batti tre colpi con i tacchi e loro ti riporteranno a casa…”
Quanto a me … ora non mi resta che salutarvi. La mia magia (se mai magia fu) ormai qui non è più necessaria … altri luoghi che mi cercano e necessitano del mio aiuto.”

E così dicendo salì sopra una coloratissima mongolfiera sospinta dalle nuvole più variopinte e lasciò per sempre la città di smeraldo mentre i quattro amici lo salutarono cantano e ballando la loro ultima canzone.


Vieni vieni a ballare con noi
non restare li dove sei
vieni vieni a ballare con noi
lascia alle spalle tutti i tuoi guai
vieni vieni a ballare con noi
apri il cuore alla felicità
vieni vieni a ballare con noi
ora che un cuore nuovo tu hai
vieni vieni a ballare con noi
dai la mano a chi vuoi tu
vieni vieni a ballare con noi
presto a casa ritorno farai

vieni vieni a ballare con noi
ora quali pensieri farai
vieni vieni a ballare con noi
pensa alla cosa più bella che puoi
vieni vieni a ballare con noi
la paura non ci servirà
vieni vieni a ballare con noi
con il coraggio il re tornerai
vieni vieni a ballare con noi
la magia una cosa la fa
vieni vieni a ballare con noi
apre i cuori alla felicità.

Un fragoroso applauso accompagnò la fine della recita. Mattia che si era messo a ballare al ritmo dell'ultima canzone, corse verso il retro del palco ad abbracciare la sorella, dimenticandomi in mezzo a tutta quella calca.
Per fortuna poi mi venne a salvare per tempo...
"Perdonami Tino, ma ero così felice che dovevo salutare subito mia sorella - disse prendendomi in braccio - ma tu non devi preoccuparti mai perché sei e resti il mio compagno di giochi preferito."
Mi diede perfino un bacetto sulla testa e ci avviammo verso casa.

[fine] 


 




lunedì 28 maggio 2012

capitolo sette: dammi le mie scarpette


“Bene eccovi qui finalmente!” – disse la strega “che siete venuti a fare nel mio regno?” e così dicendo notò che Dorothy aveva ai piedi le scarpette d’argento della strega cattiva dell’est e strillò con tutto il fiato che aveva in gola:
“Ahhh… sei stata tu dunque che ti sei impossessata delle scarpe magiche delle mia amica dell’est. Ti ordino di darmele subito”.


[Strega]


“Dammi le tue scarpette
O ti trasformerò
E per cent’anni almeno
un sasso resterai”

[Dorothy]

Evvia non farmi ridere
Non puoi più minacciar
Lo vedi questo segno
Lui mi proteggerà…

[Strega]

Sei proprio dispettosa
Non mi fare arrabbiar
Qui mai nessuno ha osato
Le mie ire sfidar

[Dorothy]

Ma tu sai che ti dico
Paura non ci fai
E ti minaccio pure
Con tutto il nostro ardore…



La bambina non aveva intenzione di cedere alle minacce della strega che si lanciò su Dorothy ma l’uomo di latta le si parò davanti dimostrando tutta la suo bontà d’animo e il suo buon cuore mentre il leone vigliacco con un gran gesto di coraggio balzò fin sui piedi della strega, mentre lo spaventapasseri con un sgambetto le fece perdere l’equilibrio facendola cadere nelle acque del vicino fiume.
“Nooooo noooo … - si mise ad urlare la strega - l’acqua no. Aiuto… aiuto” e scomparve in fondo al fiume.

Ora voi dovete sapere che le streghe malvagie non possono sopportare l’acqua. L’acqua è il simbolo della purezza e ha il potere di sciogliere tutta la loro malvagità e tanto più sono malvagie tanto più l’acqua riesce a sciogliere la loro malvagità fino a farle scomparire.

“Evviva abbiamo vinto” urlarono tutti in coro “ ora torniamo da mago di Oz”.
[continua]

domenica 27 maggio 2012

capitolo sei: in marcia

Lasciarono la città di Smeraldo in cerca della strega malvagia e per farsi coraggio i nostri eroi intonarono una canzone. 
Guardai Mattia e lui mi sorrise dicendomi che quelle musiche erano quasi belle come quelle che gli cantavo io, e questo mi rese molto felice. Non era cosa che mi avesse mai detto e iniziavo a temere che non gli piacessero.
Insieme ci mettemmo a canticchiare sottovoce anche noi. 

In marcia amici miei
Facciamoci coraggio
Non è impresa da poco
Quel che dobbiamo far
Trovar quella vecchina
Difficile sarà
Astuta e birichina
Chissà che ci farà
Ma noi più astuti siamo
E armati di buon cuore
E con le nostre mani
Nell’impresa riuscirem
Ricordati una cosa
Amico mio fedele
Che nulla al mondo può
Sconfigger la bontà
Nemmeno la magia
Per perfida che sia
Potrà farci del male
Se uniti noi sarem!
Ma ora senza indugio
Usciamo allo scoperto
E della nostra impresa
ritorniamo vincitori…

Più si inoltravano nei territori del nord più i campi e il paesaggio si facevano spogli e desolati. Anche i fiori e le piante avevano perso la loro lucentezza.
Arrivati vicino ad un fiume, che scorreva lento nei pressi di un ponte, si fermarono in una piccola radura, quando all’improvviso da dietro un albero apparve la strega del nord.


[continua]


giovedì 24 maggio 2012

capitolo cinque: la città di smeraldo


Camminarono sul sentiero di mattoni gialli finché arrivarono alla Città di Smeraldo furono impressionati dalla bellezza del luogo. Le case e le strade erano colorate di verde e adornate con file interminabili di smeraldi, che brillavano alla luce del sole.
In giro c’era molta gente, uomini, donne e bambini: erano tutti vestiti di verde e il loro cappelli erano tempestati di gemme lucenti.
Trovarono il palazzo del mago di Oz e quando furono vicino all’ingresso gli si fece incontro un sentinella che li accompagnò nell’ampio salone del trono: “Mettetevi comodi – disse la sentinella – vado ad annunciare il vostro arrivo” .
La sala del trono era riccamente adornata di tutte le più preziose perle e il bagliore era così forte che i nostri amici furono costretti ad indossare dei vistosi occhiali verdi per ripararsi dalla luce, quando all’improvviso una voce potente parlò.
“Chi osa disturbare il grande e potente mago di Oz, spero per voi che abbiate un valido motivo per un affronto di questa portata” 
 
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L’uomo di latta allora prese la parola e rispose: “Siamo qui per chiedere il tuo aiuto” e iniziò a raccontare la sua storia e quella e del suo desiderio di avere un cuore, racconto di Dorothy e del suo desiderio di tornare a casa, dello spaventapasseri che voleva un cervello tutto per se e del povero leone che voleva ritrovare il suo coraggio… ma il gran mago che ancora non si era mostrato scoppiò in una gran risata: “Ah Ah ah ah ah ah… “ Stolti, voi pensate di ricevere il mio aiuto senza offrirmi nulla in cambio?”
Dopo alcuni momenti di terrificante silenzio, la voce riprese a parlare: “Ecco cosa ho deciso per voi: vi aiuterò solo se sarete capaci di cacciare la strega cattiva dell’ovest che è mia nemica.”

Forse voi non lo sapete
Che gran mago io son
Il mio nome è molto noto
Tutto il mondo sa di me
Viva Oz la gente grida
Tu sei il nostro gran dottor
Tu ci illumini la via
Coi tuoi mille e più colori
E su questo bel paese
Tutto fatto di color
Io domino indiscusso
Re sovrano e imperator
 


Lo spaventapasseri allora timidamente aggiunse: “Grande mago - disse lo spaventapasseri – noi non siamo così potenti, come possiamo sconfiggere la strega dell’ovest, che speranze abbiamo di poterci riuscire noi?”
“Come osi rivolgerti così a me … tu che sei senza cervello. Ora andate e poche storie” rispose la voce seccamente.
I nostri amici lasciarono la sala del trono piuttosto delusi ma il leone li rincuorò dicendo:
“Coraggio amici ce la faremo – disse l’uomo di latta – sbrighiamoci e prima facciamo, prima avremo ciò che desideriamo.”
Così tutti insieme amici ripresero la strada che conduceva verso i territori sconosciuti del nord alla ricerca della strega malvagia.
 
Mattia osservava la scena con un'espressione rapita sul viso. 
 
 
[continua]


martedì 22 maggio 2012

capitolo quattro: il leone fifone

Ogni qualvolta un nuovo personaggio appariva sul piccolo palcoscenico della scuola, la sala lo incoraggiava con uno scroscio di applausi.
Mattia seguiva con attenzione quella storia tanto bizzarra regalando di tanto in tanto alla sorella qualche piccola linguaccia. 
La voce narrante riprese il racconto e in sala tornò il silenzio.
I nostri amici ripresero la strada lastricata di mattoni gialli che conduceva al palazzo del Mago di Oz e passarono vicino a un gruppo di fitti alberi quando all’improvviso ecco apparire un grosso leone tutto tremante dalla paura.
“Perché tremi così? Povero leone” - disse la piccola Dorothy vedendolo tremare come una foglia.

 

“ Perché ho perso il mio coraggio e tutto mi fa paura” rispose il leone.
“Ma tu sei il Re della foresta dovremmo essere noi a tremare di paura...” disse lo spaventapasseri.
“Ottimo ragionamento spaventapasseri, ma vedi anche tu che non mento." rispose iniziando a raccontare di come ormai nessun animale temesse il suo ruggito da quando aveva completamente smarrito il suo invidiabile coraggio.
 
Da qualche tempo ormai
io non so più cos’ho
Non sono più me stesso
Non riesco più a ruggir.

E questo è grave assai
La causa dei miei guai
E chi mi vedi poi
paura non ha più...

Ma come potrò far
A ritrovar me stesso
A ritornare il re
Di tutti gli animal??
 
 
Il leone incuriosito dallo strano gruppetto aggiunse: “Piuttosto voi dove state andando?”
Insieme i tre amici, risposero: “Stiamo andando dal mago di Oz vieni con noi lui ti aiuterà”
Il leone accettò l’invito tutto contento e già sognava il giorno in cui sarebbe ritornato ad essere il vero re della foresta che incuteva terrore a tutti gli altri animali.


[continua]

 
 
 
 
 

sabato 19 maggio 2012

capitolo tre: l'uomo di latta



La strada si inoltrava in un fitto bosco. La luce era sempre più  fioca, quando all’improvviso udirono degli strani cigolii simili a lamenti.  
Si avvicinarono intimoriti e scorsero un tagliaboschi. Fin qui nulla di strano, di tagliaboschi ce ne sono tanti, ma a guardarlo bene, non era in carne ed ossa come tutti i normali tagliaboschi, bensì era tutto interamente di latta!
Si, avete capito bene di latta! E per giunta era fermo e immobile, incapace di muoversi. 
Vedendo la bambina si rivolse a lei con parole tanto gentili che tutta la paura che quei cigolii aveva scatenato in lei, svanì di colpo. 
Buongiorno mia cara bambina saresti così gentile da mettermi una goccia d’olio sulle mie povere braccia, sulle mie gambe? - disse il tagliaboschi.
Ma certo, certo che si..” rispose Dorothy. Prese una piccola pompetta di olio che era a poca distanza da lui e oliò le sue arrugginite giunture.
Il tagliaboschi raccontò che era stato sorpreso dalla pioggia mentre tagliava un albero e l'acqua aveva arrugginito le giunture e non riusciva più a muoversi. Per questo motivo girava sempre con la sua pompetta di olio, solo che quella volta non aveva fatto in tempo a raggiungerla.
Quando poté finalmente muoversi, fece un inchino di ringraziamento a Dorothy e si presentò. 

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"Grazie mia cara sei stata proprio gentile… io sono l’uomo di latta e vivo qui in questo bosco”.
Poi iniziò a raccontare la sua storia di quando tempo addietro era un giovane boscaiolo e di come l’aveva ridotto una vecchia strega malvagia per impedirgli di sposare la ragazza più bella che avessi mai conosciuto, fino a ridurlo un ammasso di ferro senza cuore.

Io sono il tagliaboschi

E fatico tutto il dì

Mi vedi son di latta
Le braccia il petto e il cuor
Il cuore che non ho
Mi fu rubato un dì
Avevo una fanciulla

Che amavo più di me

Ma una brutta strega
Un giorno la rubò
e io che non mi arresi
contro di lei lottai
Ma grande è la magia
E vincerla non puoi
così quella malvagia
Il mio corpo trasformò
E ora devo stare
Attento agli acquazzon
Mi basta una goccia
E non mi muovo più

Crudele è il mio destino
Che vivere mi fa
In queste condizioni
E non poter amar
Vorrei avere un cuore
Un cuore vero sai!!

Tornare a palpitare
gioire dell’amor
Aiutami ti prego
Tu mi potrai salvar
Aiutami ti prego
A muovermi di qui…

Dorothy si commosse al racconto del tagliaboschi e lo invitò ad unirsi a loro. Gli parlò del mago di Oz e dei suoi poteri straordinari che avrebbero consentito a lei di tornare a casa e al suo amico spaventapasseri di avere un cervello. 
“E credi che a me, il gran mago di Oz potrebbe darmi un cuore?”
Certo che si … se può dare un cervello a me, può dare un cuore a te!” – rispose lo spaventapasseri.
Ottimo ragionamento prendo le mie cose e vengo con voi” disse l’uomo di latta mentre si chinava per prendere la sua indispensabile pompetta per l’olio unendosi a loro.

venerdì 18 maggio 2012

capitolo due: lo spaventapasseri

Certo era davvero parecchio divertente vedere Marta fare la parte della protagonista principale. Mattia, per vedere meglio, mi aveva portato fin sotto il piccolo palco e si era seduto a gambe incrociate ad ascoltare la voce del narratore che continuava a raccontare:
"Dorothy camminò per diverso tempo e passando a fianco di un campo di grano pieno di spighe gialle e fruscianti, vide uno spaventapasseri.
Incuriosita si avvicinò fissando il suo viso buffo e con suo gran stupore lo spaventapasseri le fece l’occhiolino dicendole: 

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Buongiorno mia cara” disse lo spaventapasseri
Buongiorno a te, sei stata tu a parlarmi?” rispose un po' timidamente Dorothy
Si, si, sono stato io!” ribadì lo spaventapasseri.

Immaginatevi un po’ la faccia della povera fanciulla quando si accorse che a parlarle era stato proprio lui e per presentarsi iniziò a cantare la sua canzone.

Ecco qui un uccellino
che svolazza tutto il dì
Ma nel campo dal mattino
Veglia sempre quell’omin…

Testa sgombra dai pensieri
Niente idee e desideri
Gambe e braccia son di paglia
E una faccia da canaglia

Il suo compito è assai ingrato
Liberar dai tordi il prato
E le bionde e ricche spighe
Lui difendere dovrà

Né la pioggia e il vento teme
Né la neve e i sol cocente
E il lavor che lui sa fare
Così bene eseguirà…

Se trafiggerlo vorrai
Lui dolor non sentirà
Ma se il fuoco userai
Di paura tremerà…

Sii tu grato a quell’omino
Con la faccia buffa assai
Che ti guarda un po’ spaesato
Coi suoi occhi da lontan.

Poi lo spaventapasseri riprese a parlarle: “ Dove stai andando di bello?”
Sto andando dal mago di Oz” – rispose la bambina.
Davvero?? allora portami con te” gli rispose speranzoso.
Bene allora andiamo” disse Dorothy.

Si misero in marcia e strada facendo lo spaventapasseri le raccontò la sua storia:
Sai tutti mi dicono che sono stolto perché nel mio cervello c’è solo paglia e ridono di me, così se mi porti con te potrò chiedere al grande e onnipotente mago di darmi un cervello nuovo tutto per me”.
La strada si inoltrò in un fitto bosco. La luce si faceva sempre più scarsa quando all’improvviso si udirono degli strani cigolii simili a lamenti. 

[continua] 


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martedì 15 maggio 2012

Capitolo I - Il mago di Oz


La sala della scuola era gremitissima di ragazzi e ragazze con le loro rispettive famiglie. Il brusio di fondo era tale che quando Mattia mi parlava faticavo a comprenderlo. Poi all'improvviso le luci del palco si accesero illuminando una stupenda scenografia.

Gli ultimi spettatori ritardatari si accomodarono ai loro posti mentre il brusio scemò pian piano lasciando spazio al silenzio. E la storia incominciò.

Due simpatici ragazzetti si fecero avanti dando il benvenuto al pubblico, annunciando il titolo dello spettacolo e gli interpreti principali.

 

"IL MAGO DI OZ- dissero all'unisono - nella libera interpretazione della classe prima C... 

Personaggi e interpreti.. "

Non starò qui ad annoiarvi con l'elenco che iniziarono a leggere, giacché era davvero lungo, ma fui felice di leggere negli occhi di Mattia un pizzico di commozione quando annunciarono.. 

"E nella parte principale di Dorothy, la nostra splendida Martaaa..."

Uno scroscio di applausi accompagnò i due ragazzi dietro le quinte e le luci in sala si abbassarono. Mentre una voce fuori campo dava inizio al racconto.


 

Tutto ebbe inizio quando si alzò il vento. Nel bel mezzo di una giornata di sole all'improvviso il vento si alzò.

Questa storia narra le vicende della piccola Dorothy e di quel che le accadde un giorno quando nel bel mezzo di una giornata ventosa, la sua casa fu trasportata da una tempesta di vento in un luogo sconosciuto e alquanto strano. Non si sa come la cosa accadde, sappiamo solo che improvvisamente si levò un fortissimo vento che fece dapprima dondolare la casa, che scricchiolò emettendo incredibili rumori, tanto forti da sembrare colpi di cannoni, battiti di tamburi assordanti.

Poi tutto iniziò a girare, e la casa lentamente si sollevò.
Quando finalmente la bufera si placò Dorothy ancora scossa da quell’incredibile e strano volo uscì fuori dalla casa e con suo grande stupore vide tutto intorno a lei un paesaggio bellissimo fatto di verdi prati, pieni di coloratissimi fiori, grandi e maestosi alberi carichi di frutti saporiti e con un sole brillante come non le era mai capitato in vita sua di vedere.



Mentre camminava in quel nuovo paesaggio in compagnia del suo cagnolino, vide avvicinarsi un piccolo gruppo di persone tra le più bizzarre che le fosse mai capitato di incontrare.
Erano tre uomini e una donna, e tutti vestiti in modo curiosissimo. Gli uomini indossavano abiti blu e cappelli rotondi a cono, col bordo guarnito di campanelli che tintinnavano a ogni mossa.
La donna invece indossava un abito bianco e aveva l’aria di essere un’autorità.
Quando furono vicini alla soglia di casa, la donna prese la parola dicendo: “Benvenuta o nobile maga”.
Buongiorno a te…” rispose Dorothy.

Poi la vecchina riprese a parlare: “ti siamo infinitamente grati per averci liberato dal dominio della malvagia strega dell’est, che ci teneva in schiavitù”.

A queste parole Dorothy sgranò gli occhi incredula e le rispose:
Siete molto gentile ma io non ho fatto niente”.
La vecchina allora le indicò il punto esatto in cui era atterrata la casa di Dorothy: senza volerlo la sua casa era atterrata proprio sulla testa della vecchia e malvagia strega del est e tutto quello che rimaneva di lei erano un paio di scarpette d’argento che spuntavano da sotto un blocco di legno, e così tornò a parlarle: “Guarda tu stessa che disastro
Che disastro!! – rispose Dorothy, e poi aggiunse: ma tu chi sei?”
Io sono la strega buona del Nord” – rispose la vecchia.
E così dicendo si avvicinò alla bambina e le diede un bacio in fronte.
Ecco – disse – il mio bacio ti porterà fortuna e ti proteggerà: è un piccolo segno di ringraziamento per il tuo aiuto prezioso”.

Improvvisamente si udì una musica di danza e Dorothy si ritrovò senza nemmeno rendersene conto a ballare insieme a quegli strani personaggi.
Finito il balletto Dorothy si rivolse alla vecchina ringraziandola:
Grazie per il bacio, ma io come farò a tornare a casa?”
Segui quella strada e buona fortuna…” rispose la vecchina.
E così dicendo… scomparve insieme ai suoi due amici.
Dorothy si guardò intorno e vide una strada tutta gialla e ripassando davanti alla sua casetta prese le lucenti scarpette d’argento della strega e si incamminò.
Poco più avanti trovò un cartello sul quale stava scritto:Benvenuti nel paese del grande e possente mago di Oz”.
Visitate il suo castello nella Città di Smeraldo”
Dorothy si mise in marcia animata dalla speranza che forse nella Città di Smeraldo avrebbe potuto chiedere aiuto, magari direttamente al grande mago di Oz.
E mentre marciava iniziò a cantare una canzoncina al suo inseparabile cagnolino:

In marcia amico mio
Andiam per questa strada
Di giallo colorata
Chissà dove porterà?? (rit.)

Sarà la nostra guida
E noi la seguirem
Sarà la nostra guida
Fin a dove lei vorrà…


[continua]

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* Per chi desiderasse, è possibile ascoltare le musiche contenute in questo e altri racconti scrivendo all'indirizzo tinorobot@gmail.com indicando il titolo della canzone e la storia. 

domenica 13 maggio 2012

Quanto è bello andare a una recita....

La fine dell'anno scolastico crea sempre un po' di agitazione nella casa di Mattia.
Un po' per la bella stagione, un po' per l'avvicinarsi delle vacanze preferite dai ragazzi, fatto sta che l'atmosfera che si respira da qualche giorno è quella un po' euforica tipica dei giorni di festa.
Due giorni fa, Mattia entra in camera e senza alcun preavviso mi prende dalla mia solita mensola dove a dire il vero stavo schiacciando un pisolino e mi dice: "Stasera, amico mio si va a una recita. Marta e la sua classe hanno allestito uno spettacolo di fine anno. Ci tocca andare anche noi."

Quello che leggerete è il resoconto di quella serata e la storia che fu messa in scena è una storia talmente famosa che è stata oggetto anche di un film e numerosissimi adattamenti teatrali.
Di che storia sto parlando? Oh.. quella dell'Incredibile Storia del Mago di OZ.

Oggi ho poco tempo ma domani, se avrai la pazienza di tornare la racconterò.
Devo confessare che mi è piaciuta moltissimo, specialmente Marta nella parte della protagonista principale, Dorothy. Era così emozionata!!