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giovedì 5 aprile 2012

Cecio e Lenticchia - capitolo 1


Cecio e Lenticchia si erano conosciuti il primo giorno di scuola ed erano diventati amici per la pelle. Forse perché erano così diversi sia nel carattere sia nell’aspetto fisico o forse semplicemente perché abitando nello stesso quartiere, facevano tutti i giorni la stessa strada insieme. 
Fatto sta che erano diventati davvero inseparabili.
Cecio non era molto alto ed era piuttosto rotondetto e per questo era stato soprannominato così. Il suo vero nome era Mario, come suo nonno, ma a lui quel soprannome non dispiaceva affatto. Ispirava simpatia a prima vista ed aveva una gran parlantina. Era quel che si dice un gran burlone e sapeva farsi ben volere da tutti.
“Cecio, Cecio, raccontaci una delle tue barzellette!” lo pregavano sempre i suoi compagni di classe.
Luigi invece lo chiamavano Lenticchia per via delle numerosissime lentiggini che aveva sul volto. Era alto e magro ed era molto taciturno. Al contrario di Cecio raramente lo si sentiva parlare. Era un grande osservatore e all'occorrenza aveva sempre la risposta pronta e state ben certi che in classe, ad ogni domanda della maestra, era tra i primi ad alzare la mano per rispondere.
Entrambi condividevano una grande passione: la bicicletta.

Non avete idea di quanta strada riuscivano a percorrere e di quante gare facessero … e ahimè di quante cadute e ruzzoloni!
Un giorno decisero di fare una gita in bicicletta fuori città, a ruota libera come dicevano sempre loro.
Durante il tragitto si fermarono a riposare sotto un albero di fico posto sul ciglio di una stradina di campagna carico di frutti.
“Che ne dici se ci facciamo una bella scorpacciata di fichi?” – disse Lenticchia scendendo dalla bici.
“Che domande, ma certo! – gli rispose Cecio – Anzi sai che ti dico, faremo a gara a chi ne mangia di più!”
Lasciarono le bici sull’erba e corsero verso l’albero sul quale si era appena posata una cornacchia che li osservava nascosta sui rami più alti.


“Che avete intenzione di fare?” li redarguì l’uccello con voce roca.
Cecio e Lenticchia si guardarono perplessi, chiedendosi a vicenda se fosse stato l’uno o l’altro a parlare.
“Grack, grack, grack, che avete intenzione di fare? – tornò a ripetere la cornacchia gracchiando ancora più forte saltellando sui rami più bassi – E non fate finta di non aver capito che son stata io a parlare! Grack, grack, grack…”
Immaginate un po’ la faccia dei due amici quando si resero conto che la cornacchia stava realmente parlando.
“Beh, noi… “ – risposero i due un po’ intimoriti – “noi… volevamo prendere solo qualche fico!”
“Grack, grack … qualche fico? Sbaglio o ho sentito parlare di una gara?” 
[continua]

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