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mercoledì 11 aprile 2012

capitolo 4


Vicino alle rive del Tevere, non molto lontano dalla tana della lupa, abitavano un vecchio pastore di nome Faustolo e sua moglie Laurenzia. Una sera, stando sulla porta della capanna, udì al limitare del bosco un fruscio. Insospettito disse alla moglie di aspettarlo e avanzò cauto verso le rive del fiume e dietro un cespuglio vicino a un albero di fico, vide la lupa sdraiata sul fianco e i due bambini che si nutrivano del suo latte.
Per un istante pensò ad un presagio degli dei, ma poi tornò alla capanna e raccontò tutto a sua moglie. Ovviamente nemmeno la moglie gli credette, e dovette quasi trascinarla fino al fiume per convincerla di quanto aveva visto. La lupa era ancora stesa ad allattare i due gemelli e così Fàustolo e Laurenzia li portarono alla loro capanna.
Fàustolo gli diede il nome di Romolo e Remo ed essi lo rispettavano come un padre.”
E la lupa che allevò i gemelli?” disse Lenticchia sdraiandosi sul prato.
Uhm, avevo intuito che fossi un ragazzo curioso” gli rispose la cornacchia “Buon per te, la curiosità è una grande virtù, se ben coltivata.”
La lupa continuò a girovagare per un certo periodo nei pressi della casa dove i due gemelli crescevano, e di quando in quando li seguiva da lontano nelle loro scorribande nel bosco. Una volta cresciuti, Romolo e Remo vennero a conoscenza della loro storia e decisero di tornare ad Albalonga per far giustizia di Amulio.
Convocarono tutti i pastori della zona, attaccando con il loro la città. Ebbero facilmente ragione delle guardie di Amulio ed irruppero nel palazzo reale, restituendo il trono al nonno Numitore.”
Cecio si alzò in piedi cercando di abbassare un ramo per prendere un fico, ma la cornacchia gli svolazzò attorno scompigliandogli i capelli.
Eh no, amico mio i piatti sono piatti, ma che dico…. i patti sono patti!” gli disse gracchiando con tono canzonatorio la cornacchia.
[Cecio]
Senti, senti sta cornacchia
Mi vuol far la ramanzina
Qui c’è un sacco da mangiare
Ma perché devo ascoltare…

[cornacchia]
Ah, ma senti che insolente
Sembra non ti importi niente
Di imparare ed ascoltare
Pensi solo al tuo mangiare…


[Cecio]
Insolente? ma che dici?
M’interessa e molto assai
Volentieri avrei ascoltato
Con le orecchie e col palato…


[cornacchia]
Un bel fico, bel maturo
Che gran gusto di sicuro
Certo, certo tu lo vuoi
Ma ahimè ora non puoi! 


[continua] 

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