Benvenuti sul sito di Tino ROBOT... scopri tutte le sue fantastiche storie e ascolta le sue canzoni...

venerdì 23 marzo 2012

cap 4


Marta e Mattia il giorno seguente tornarono nel giardino in cerca della lumachina. Non gli fu difficile trovarla. Bastò loro seguire la traccia che aveva lasciato e che conduceva proprio sotto un grosso fungo.  
“Il vecchio Dedalo dall’interno del labirinto - riprese a raccontare la lumaca - giorno e notte pensava a come poter eludere la sorveglianza delle guardie poste a sorveglianza dell’ingresso.
“Ci deve essere un modo per risolvere questo problema. - ripeteva sempre al figlioletto -  Non esiste problema al mondo che non abbia una soluzione”.




Un giorno vide passare una farfalla. A lungo la osservò mentre si posava sui fiori che crescevano spontaneamente nel giardino e infine la vide volare via alta sopra le mura del palazzo e sparire all’orizzonte.
“Ecco cosa ci vorrebbe: un paio d’ali” pensò il vecchio Dedalo. Si mise così a raccogliere tutte le piume degli uccelli che tutti i giorni attirava sul davanzale della sua finestra con delle briciole di pane. E con quelle penne e della cera costruì delle ali per sé e per suo figlio.

 
Una mattina quando le guardie ancora dormivano, Dedalo svegliò il figlio e dopo essersi saldamente legati le ali sulle spalle, salirono sul punto più alto del labirinto. 
Si lanciarono nel vuoto, verso l’azzurro mare, e volarono liberi come uccelli.
“Che invenzione fantastica, padre mio” disse Icaro felice di trovarsi a librare nell’aria.
“Bada a non volare troppo in alto - rispose Dedalo -  la dove i raggi del sole son più caldi, le tue ali potrebbero sciogliersi!”
Ma Icaro, in preda ad un entusiasmo sfrenato continuò a volare sempre più in alto finché le sue ali scaldate dal calore del sole iniziarono a perdere penne e il giovane precipitò nel mare sottostante, mentre Dedalo continuò a volare sorretto dalle sue ali fino alle coste della Sicilia, affranto dal dolore.”

[scarica e colora il disegno]

La lumaca riprese a muoversi scendendo dal fungo dove si era sistemata, ripercorrendo la strada lasciata dalla sua scia.
Mattia e Marta la osservavano, ripensando ancora a quella infelice storia.
“Bene, miei piccoli amici, per me è giunta l’ora di lasciarvi, ma non dimenticatevi che se avete bisogno di me, non dovete fare altro che seguire la mia scia…” – disse lumachina passando fra i piedi di Marta canticchiando una canzone.
 
Su un foglia di lattuga
Ora vado a riposar
La mia voce cristallina
Mi conviene rinfrescar

E se trovo un cavoletto
Mi farò un bel pranzetto
Poi mi cercherò qualcosa
Che mi possa dissetar…

Qualche goccia di rugiada
Sopra un petalo di fior
Poi farò un bel sonnellino
Sotto l’ombra di un bel pino…

E se d’ora in poi vorrete
Le mie storie ascoltar
Voi sapete come fare
Se volete ritornare

La lumaca canterina
Sempre canta alla mattina
Segui sempre la sua scia
E ti porterà da me…


[Fine]

Nessun commento:

Posta un commento