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lunedì 19 marzo 2012

cap 3


"Per sapere del Minotauro però - iniziò a dire la lumaca canterina come se non aspettasse altra occasione per potersi esibire - dovrete passare un'altra volta per ora posso solo riassumervela in una mia canzone, scritta da me medesima. Volete sentirla?"
I due bambini non fecero nemmeno in tempo a rendersi conto di cosa stesse parlando che la lumaca aveva già iniziato a intonare i suoi versi.

[scarica e colora il disegno]
“Venne un dì una vela bianca
sopra il mare veleggiò
finché il giovane Teseo
al palazzo arrivò…

Il suo compito arduo era
Di sconfiggere quel mostro
Senza poi smarrir la strada
E dal suo amore ritornar…

Di una spada era armato
E di un rotolo di spago
Dono della bella Arianna
Che astuta gli donò…

Lunga e dura fu la lotta
Con il forte Minotauro
Ma alla fine con coraggio
Teseo se ne liberò…

Poi riavvolse il lungo filo
Passo passo ritrovò
la sua strada del ritorno
e sul mare ripartì…”


"Conosco questa storia - disse Mattia - si si... L'ho già sentita anche se non mi ricordo bene dove, forse su un libro di scuola."
Parlare della scuola per Mattia era quasi diventato un vanto, specialmente quando poteva vantarsi di qualcosa che conosceva.
"E' probabile, è probabile - rispose la lumaca agitando le sue piccole antenne - è una storia molto conosciuta, e anche per niente allegra."
Riprese a salire un poco sulla corteccia dell'albero poi si fermò.
“Devo ammettere che per essere una lumaca, hai una davvero una bella voce – disse Marta – ma toglimi un’ultima curiosità, che ne fu di Dedalo e di suo figlio Icaro?”
"Prometto solennemente che se tornate domani qui alla stessa ora, ve lo racconterò. Lo prometto sulle mie antenne." Ribadì la lumachina avviandosi su per la corteccia.
I due bambini rimasero lì ad osservarla mentre lasciava la sua scia, poi al richiamo della voce della mamma che li avvisava del pranzo, corsero in fretta verso casa.
"A domani, lumachina canterina... - urlava Marta inseguendo il fratello - A domani, contaci..."


[continua]


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