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giovedì 23 febbraio 2012

VI cap


C’era un gran via vai di persone che camminavano da una parte all’altra del fabbricato, tutti molto indaffarati, sia a vendere che a comprare.
Alcuni soldati, nelle loro uniformi di ordinanza, passeggiavano fra la folla con il compito di mantenere l’ordine.
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Sui banchi dei negozi vi erano esposte mercanzie di ogni genere: verdura, ortaggi, e frutta in abbondanza; Spezie di ogni tipo, ma anche carni e pesci, cacciagione, accuratamente protette dai raggi del sole e dalla polvere con pelli di animali.
I venditori urlavano e cantavano mettendo in mostra le qualità della loro merce e la confusione che generavano metteva quasi allegria.
“Sembra un mercato dei giorni nostri” - commentò Mattia - “E’ cambiato così poco! Se non fosse per questo strano abbigliamento che avete, potrei dire di trovarmi al mercato dietro casa mia!”
“In effetti da questo punto di vista poco è cambiato – gli rispose Tusco – ma devi sapere che per essere un mercato del sesto secolo prima di Cristo è assai ben rifornito. Abbiamo spezie che giungono dall’India, come il pepe, il cardamomo e la valeriana. Oppure il cumino dell’Etiopia, o lo zenzero dell’Arabia. E poi il grano, il farro, che provengono dalle coltivazioni delle nostre campagne. E non solo! Abbiamo anche molte prelibatezze che noi stessi produciamo, come il vino che perfino i Galli ci invidiano, e una gran quantità di frutta, mele, e pere di pregiata qualità. Sai a noi raseni piace mangiare in modo un po’ esotico, e se hai ancora un po’ di pazienza ti farò assaggiare la nostra cucina.”

Siam antichi e ben forniti
Molte cose puoi trovar
Dalle spezie al cardamomo
Che dall’India giungon qua.
Dello zenzero d’Arabia
E il cumino dell’Etiopia
E poi carne e selvaggina,
Cacciagione assai squisita
E poi frutta di ogni tipo
Pere, mele in quantità
E che dire del buon vino
Rosso, fresco e genuino…
 

 
 
Lasciarono il mercato svoltando verso sinistra percorrendo alcune strade laterali, diretti all’abitazione dell’amico di Tusco.



[continua]


 
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1 Gli Etruschi avevano imparato a lavorare il ferro che estraevano dalle miniere nella vicina isola d’Elba. La lavorazione del ferro consentì la fabbricazione di armi assai affidabili e resistenti, che consentirono agli Etruschi di imporre la loro supremazia su ampie zone d’Italia.

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