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giovedì 16 febbraio 2012

IV Cap


Mentre ascoltava le parole di Tusco, si sentì strattonare alle sue spalle da una giovane ragazzetta della sua età. “Ehi, la vuoi smettere di pestarmi i piedi ogni volta che ti muovi?” 

Fammi spazio per favore
Sono anch’io uno spettatore
Anche se sono piccina
Ho diritto di veder…
La mia gente è assai evoluta
E noi donne possiam far
Tutto ciò che fate voi
E abbiam molta dignità…
Ora scusa per favore
Son venuta per vedere
Il mio atleta preferito
Quello biondo, è proprio un mito!

Mattia si girò arrossendo e subito una fanciulla gli passò davanti andando a sistemarsi proprio dinnanzi a lui.
“Oh, non ci far caso – disse Tusco – è un po’ capricciosa ma in fondo è simpatica. Vuol sempre stare in prima fila quando c’è il suo atleta preferito. Si chiama Larthia1 ed ha solo qualche anno meno di te. Devi sapere che da noi le donne hanno una grande libertà, molto di più di quanto avvenga presso tutti gli altri popoli. Possono fare praticamente tutto quello che facciamo noi uomini, proprio come da te, o quasi. Ma ora seguimi, le gare sono quasi terminate, andiamo a fare un giro in città.”
Mattia lasciò gli spalti dell’arena seguendo il suo cicerone2, facendosi largo tra la folla che numerosa si stipava sugli spalti. La città gli appariva molto ben organizzata, con ampie strade larghe, tracciate con estrema precisione, tutte perpendicolari e parallele fra loro.
“Come sono ordinate le vostre città!” disse stupito Mattia.
“Devi sapere, amico mio, che quando viene fondata una nuova città, il sacerdote dopo aver scavato il confine con un aratro trainato da buoi nel luogo prescelto, traccia con una croce la direzione delle strade principali perpendicolari a partire dal centro. Le altre strade secondarie, parallele a queste due, dividono le zone abitate da quelle destinate alle attività produttive. Così, per esempio, da quel lato troverai il quartiere destinato alle abitazioni dei mercanti e dei nobili, mentre dall’altro lato vi sono le aree dedicate alle principali attività.”
Mattia osservava incuriosito le grandi case, che si affacciavano ai lati della strada, ciascuna delle quali aveva un ingresso coperto che portava a un cortile interno senza tetto a forma di croce.
“L’intera città è poi orientata verso Est, dove sorge il sole, e lì c’è la porta principale.”
Dopo pochi passi si ritrovarono dinnanzi a un’importante costruzione proprio al centro della città.
“Quello che vedi alla tua destra, è il tempio di Tynia, vuoi entrare a fare una visitina?” Mattia, ancora frastornato,  annuì seguendo Tusco verso il tempio.



[continua]

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1  Molti dei nomi etruschi sono stati ritrovati all’interno delle tombe rinvenute nella numerose necropoli. Eccone alcuni: Ati, Culni, Fasti, Larthia, Ramtha, Tanaquilla, Veilia, Velia, Velka.
2 Perché si dice cicerone? Marco Tullio Cicerone (Arpino 106 – Formia 43 a.C.) era un oratore romano noto per la sua grande cultura e capacità politica, esperto conoscitore delle leggi romane e di tutto il diritto romano. Per la sua cultura e sapienza era diventato un punto di riferimento per l’intera civiltà romana e i suoi saggi e i suoi scritti furono oggetto di studi non solo per i suoi contemporanei. Da allora quando si vuol indicare qualcuno che conosce bene una materia o un argomento, e che si pone come giuda in qualsiasi campo si dice che è un cicerone.

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