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giovedì 9 febbraio 2012

II cap


Era sempre molto divertente osservare lo stupore negli occhi di Mattia quando gli capitavano cose come questa. 
”E’ meglio lasciar perdere!! - rispose titubante - Mi sento già abbastanza ridicolo a parlare con te! Ma se ci tieni tanto a saperlo era nell’interrogazione di storia, sugli etruschi.”
“Etruschi? E chi sarebbero gli etruschi?” gli rispose l’omino.
“Ora non fare il furbo, non mi dire che non sai come si chiamano le persone del tuo stesso popolo.”
“Ti assicuro, mai sentito nulla del genere, non so come voi ci chiamate!”1 disse l’omino.
“Bhe, noi oggi vi chiamiamo Etruschi, e gli etruschi vivevano in Etruria, mio caro!” gli rispose alquanto stizzito. 
“I greci ci chiamavano Tirreni, i Romani Tusci ma noi siamo i Raseni, e Rasna è la nostra terra, e io mi chiamo Tusco. Piacere di conoscerti” - proseguì l’omino saltando dalla scrivania alla sedia - “Ora seguimi che ti porto a fare un bel giretto nella mia terra. Vuoi?”
Mattia rivolse uno sguardo verso di me cercando la mia approvazione, poi tornò a parlare con l'omino.
“Un giretto nella tua terra? Eccome?”
“Su non fare storie e seguimi. Lancia la tua freccetta sul bersaglio. E questa volta stai bene attento a non sbagliare.”

Mattia raccolse da terra una freccetta gialla e rossa e facendo qualche passo indietro. Prese bene la mira lanciandola verso il bersaglio colpendolo esattamente nel centro. Il bersaglio appena colpito iniziò a roteare sempre più velocemente e tutto intorno all’improvviso cambiò.
Ci ritrovammo tutti e tre nel bel mezzo di un'arena, circondati da una folla numerosa che incitava gli atleti intenti a gareggiare nelle più diverse discipline.
Mattia si guardò i vestiti meravigliato: indossava una tunica bianca di cotone, con decorazioni sulle braccia e sul petto, e un paio scarpe con la punta rivolta verso l’alto.
Io non potevo fare a meno di ridere a vederlo così camuffato: se non lo conoscessi bene, devo ammettere che l'avrei scambiato per un vero bambino etrusco.
“Eccoci qui, benvenuto a Tuscania2, la mia città!” disse Tusco “e quello che stai vedendo è una vera gara di giavellotto, questi si che ci sanno fare, non come te!”
Mattia si guardava attorno ancora incredulo e sorrise alle parole dell’etrusco mentre seguiva le esibizioni degli atleti.
 
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1 I Greci chiamavano gli Etruschi Tirreni, i Romani li chiamavano Tusci o Toscani ed essi chiamavano sè stessi Raseni e Rasna l'Etruria. Solo successivamente sono stati chiamati Etruschi.
2  Tuscanica o Tuscania, secondo lo storico Annio sarebbe stata fondata, su consiglio di Marte, da Ascanio, figlio di Enea, nel luogo in cui avrebbe rinvenuto un cane con dodici cuccioli. Da qui il nome Tus-Cana.

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