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venerdì 6 gennaio 2012

Cap.II


Il programma della giornata prevedeva anche una visita al teatro e al suo museo. Mattia attendeva pazientemente in fila osservando le numerose fotografie dei cantanti più celebri e i mezzibusti dei compositori più famosi che adornavano il foyer1.
C'era qualcosa di magico nell'atmosfera che regnava in quelle sale, qualcosa che le rendeva uniche e piene di fascino. L'aveva percepito fin dal primo momento in cui aveva varcato la soglia del teatro.
“Chi lo avrebbe mai detto – pensò – credevo di annoiarmi tremendamente, e invece…”
Lasciato l’ingresso, passarono fra varie sale adibite a diverse funzioni: la sala prove, la sartoria, i camerini, e infine il piccolo museo. Mattia era impressionato dalla quantità di locali che il teatro ospitava e ovunque regnava quell’atmosfera che rendeva quel luogo così suggestivo.
Si attardò ad osservare un ritratto ormai ingiallito di un violinista. Il resto della scolaresca lo precedeva di una decina di metri ascoltando le spiegazioni della giovane guida del teatro. A Mattia parve che quel bizzarro personaggio, vestito in abiti settecenteschi, lo fissasse. Rimase a fissarlo attentamente: ovunque si spostasse sentiva su di sé il suo sguardo severo, come se scrutasse le sue mosse. 

 
E tu che hai da guardare? – disse sottovoce Mattia– forse ti stai annoiando a stare appeso da così tanto tempo?”
Hai perfettamente ragione, amico mio – gli rispose il personaggio del ritratto – Non capita tutti i giorni di poter fare un po’ di conversazione. In questo posto son sempre tutti così di fretta che nessuno si ricorda mai di me! Passano tutti velocemente attraverso il museo, quasi come se non ci fosse nulla da guardare e nessuno mi degna mai di uno sguardo.”
Mattia si guardò attorno insospettito, temendo una qualche burla da parte dei suoi compagni  ma subito quella voce riprese a parlare.
Oh, non devi spaventarti amico mio, ti assicuro che sono un tipo pacifico e se vuoi, potrei anche farti da cicerone molto meglio di qualunque altra giuda. Dopotutto, qui sono di casa!” - aggiunse con una leggera risatina – “e se vorrai essere mio ospite ti farò fare un giretto davvero speciale nel teatro!”
Mattia non fece nemmeno in tempo a rispondere che davanti a lui si materializzò un distinto signore elegantemente vestito sbucando da una nuvola di polvere. 
Eccomi qui! Sapevo che avresti accettato il mio invito. – disse il violinista accennando a un leggero inchino – Giovanni Sebastiano Del Conte, per servirti, mio giovane amico. Primo violino dell’orchestra del Regio Teatro di sua Maestà.”
Uhm! Giovanni Sebastiano Del Conte! Come nome mi sembra un po’ lunghetto! Beh, ad ogni modo il mio nome è Mattia.” – rispose in modo sbrigativo.
Se preferisci puoi semplicemente chiamarmi Gibi, non amo molto le formalità. O Maestro... come fanno tutti i ragazzetti della tua età che hanno la pretesa di imparare l'arte di suonare il violino!” gli rispose il suo interlocutore. “Ora seguimi, prendiamo questa scorciatoia che voglio mostrarti qualcosa di molto originale.”


[continua]


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1 Il foyer di un teatro è lo spazio esterno alla sala adibito ad ospitare gli spettatori prima, dopo e durante le pause dello spettacolo. Per conoscere come è costruito un teatro d’opera.

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