Benvenuti sul sito di Tino ROBOT... scopri tutte le sue fantastiche storie e ascolta le sue canzoni...

lunedì 30 gennaio 2012

Cap X


Quando tornarono nel salone il caos regnava sovrano. Tutti gli strumenti suonavano per conto loro in un guazzabuglio di timbri diversi. Alla vista del Maestro, però tutti quanti ripresero il loro posto ordinatamente facendosi silenziosi.
“Orsù, ordine ragazzi…” disse il violinista battendo con l’archetto sul leggio “che si canti una canzone, che sia allegra e divertente e che non ci costi niente. Basta solo un po’ di voce, e un poco di attenzione, tutti insieme il ritornello che sarà così più bello. E tu amico mio tieni questo: or si canta una canzone scritta proprio di mio pugno!”
Mattia prese dalle sue mani un foglio di carta da musica sul quale vi era la canzone che avrebbero eseguito di lì a poco.
“Beh, veramente non so leggere bene le note, vado ancora piano piano - disse con aria imbarazzata - non sono ancora molto esperto."
“Poco importa amico mio, non è un gran problema. Segui il ritmo e le parole e le note verranno da sole.”


 “Ecco qui un pentagramma
Con le note disegnate
Sono segni un po’ confusi
Se la musica non sai…
C’è la chiave di violino
Poi un diesis lì vicino
E il numero del tempo
Vedi è facile così…
 
 Conta sempre le battute
Uno e due e tre e quattro
Poi prenditi un gran bel fiato
E inizia orsù a cantar…

Quattro stanno negli spazi
Fa la do mi – fa la do mi
Cinque stanno sulle righe
Mi sol si re fa – mi sol si re fa…


Forza su, il ritornello
Questo si è davvero bello
Ecco ora il gran finale
Tutti insieme non è male!”

La musica terminò con un assordante colpo dei piatti, e all’improvviso Mattia si sentì tirare per la manica del giubbino. La voce di uno dei suoi compagni di classe lo riportò bruscamente alla realtà: “Ehi dove ti eri cacciato! E' un’ora che ti stiamo cercando”.
Mattia rivolse un ultimo sguardo al ritratto del violinista appeso nel corridoio come se non si fosse mai mosso da lì,  poi senza dire una parola seguì l’amico raggiungendo il resto della classe.
“Torna pure quando vuoi!” gli parve di sentir mormorare come un'eco lontano nella confusione generale mentre chiudeva la porta del corridoio.

“Puoi contarci, amico mio, puoi contarci… ” bisbigliò mentre lasciava allegramente il teatro.
[Fine]

Nessun commento:

Posta un commento