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giovedì 26 gennaio 2012

Cap. VIII


Orsù, ora che ci siamo tutti, riprendiamo col “da capo” e facciamo bene sentire ciò che siamo capaci a far.”
Quando tutti furono nuovamente pronti Mattia guardò il violinista, il quale con un cenno del capo gli fece cenno a tutti gli strumenti di prepararsi a suonare. Mattia si sentiva tremare le gambe dall'emozione: avere un'intera orchestra ai suoi ordini non era certo cosa di tutti i giorni.
“Non temere, sei bravissimo! - lo rincuorò il violinista - Andrà tutto bene, segui solo il ritmo della musica, il resto verrà da se!”
Mattia chiuse gli occhi concentrandosi e iniziò a contare “un, due, tre e quattro…” muovendo la bacchetta con un gesto armonioso e la musica iniziò… 

Berlioz: "Symphonie Fantastique". 1st Mvt. (part 2) - Leonard Bernstein
 
“Molto bene, molto bene, amici miei” - disse soddisfatto il violinista quando il brano finì -“è un vero piacere suonare con un’orchestra così affiatata, non trovi anche tu ragazzo mio?”
Fece una lunga pausa pizzicando le corde del suo violino verificandone l’accordatura poi riprese a parlargli.
“E tu invece quale strumento sai suonare? Non vorrai dirmi che…”
Mattia sorpreso da quella domanda arrossì un poco. Sebbene amasse molto la musica e di quando in quando strimpellava la sua chitarra accompagnandosi in qualche canzone, non si poteva certo dire che fosse un vero musicista.
“Ehm, ehm… vero è che la musica mi piace molto!” – rispose cercando di vincere l’imbarazzo – “ma tutto ciò che so fare è strimpellare un po’ la mia chitarra mentre canticchio qualche canzone che mi piace, ma nulla di più.”
“Un chitarrista! Perbacco! E un cantante!!” disse zittendo con un gesto della mano gli altri strumenti che rumoreggiavano. “Perché non ci fai sentir qualcosa, anzi no, faremo dopo. Ho da mostrarti qualcosa di davvero interessante. Seguimi!”
Il violinista posò il suo strumento su una sedia, e lo invitò a seguirlo nella sala a fianco, dove molti altri strumenti erano accatastati un po’ alla rinfusa.
Sembrava che il tempo si fosse fermato in quel luogo.

“Eccoci qui, questa è la stanza degli strumenti più antichi, quelli che ormai nessuno o quasi sa più suonare. Vedi questo?” - disse prendendo uno strano strumento a pizzico che Mattia non aveva mai visto. 
 

“E’ un liuto, nobilissimo strumento, un tempo era considerato il re degli strumenti, che ora non si usa più da molto tempo - disse il violinista - Forse sarà capitato di vederlo rappresentato in qualche affresco in mano a degli angeli, ma di solito la gente si dimentica di lui. E dire che ha un suono così meraviglioso.” Soffiò via un po’ di polvere dalla tavola armonica e provò a pizzicare le sue corde. Il dolce suono di quello strano e antico strumento incantò Mattia spargendosi per la sala.
Quante cose stava imparando e quanti strumenti a lui ignoti e tra i più bizzarri erano li davanti ai suoi occhi pronti a svelarsi a un cenno del violinista.



Di gran lunga il più apprezzato
Dalle dame e cavalieri
Ecco il liuto, il più ammirato
Che ora giace abbandonato… 
Oh, che vedo laggiù in fondo
Una piccola pochette
E’ un piccolo violino
Da portare nel taschino…
 

Guarda, guarda cosa vedo
Una gamba ancora intatta
A uno sguardo un po' distratto
Sembra un poco un violoncello… 


Oh, che vedono i miei occhi
Questo qui lo uso ancora
non è tanto che l'ho accordato,
Chi l’avrà giammai spostato?
Sembra quasi un pianoforte
Gli somiglia facci caso
Ma il suo suono è un po' diverso
è un cembalo, Maestro!
 
 
[continua]

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