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sabato 21 gennaio 2012

Cap VI


Nella sala era apparsa all’improvviso l’imponente figura di un enorme contrabbasso, tanto grande e tanto enorme che Mattia restò a bocca aperta a guardarlo.
“E quello cos’è?” disse sgranando gli occhi. 



Il violinista era l’unico che non sembrava preoccupato da quell’apparizione e con il suo archetto batté più volte sul leggio cercando di riportare un po’ d’ordine. Raggiunse in un attimo il nuovo arrivato presentandolo a Mattia.
“Suvvia, che sarà mai tutta questa paura. Quante volte vi devo dire che è assolutamente innocuo. E’ solo un octobass!”
Uno dopo l’altro tutti gli strumenti ripresero lentamente il loro posto mentre con passo pesante il nuovo arrivato si sistemò a fianco di Mattia che continuava ad osservarlo con occhi sgranati.


“Scusate l’intrusione, 
ma mi sentivo solo
Così ho ben pensato 
di stare in compagnia!

Lungi da me l’idea 
di farvi spaventar
Di certo non ho colpa
se son nato così:
 
più grosso quasi il doppio 
di un grosso contrabbasso  
con la mia voce fioca, 
io sono l’Octobass..

Esisto per davvero 
non sono un’invenzione
Anche se poco usato 
non sono un’attrazione!
Qui vedo un nuovo amico 
al quale sai che dico?
Non è che per favore 
mi puoi fare suonar? 

Da molto tempo ormai 
nessuno più mi suona
Mi dolgono le corde 
vorrei farle vibrar..

Il loro suono è grave 
difficile a sentir
Mi do una spolverata 
e son pronto a ripartir.”

“Presto, presto riprendete i vostri posti! Abbiamo da suonar!” – disse il violinista rivolto agli altri strumenti – “fate posto laggiù in fondo e poi siam pronti a incominciar!” 
Mattia osservò attentamente il grosso e ingombrante octobass prendere posto dietro ai violoncelli e ai contrabbassi e rivolgendo uno sguardo incuriosito al resto dell’orchestra.
“Hai ragione amico mio, non ti ho nemmeno presentato i meravigliosi strumenti, così come si conviene a persone educate...” - disse il violinista notando la sua curiosità - “ora te li presento!”  


[continua]

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