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lunedì 16 gennaio 2012

Cap. IV

 


Come per magia, una dopo l’altra, le vecchie e polverose custodie si aprirono cigolando.
E… davanti agli strabiliati occhi di Mattia si radunò una vera e propria orchestra.
Gli strumenti sembravano animati di una loro vita propria, e presero posto disponendosi sul piccolo palcoscenico come se ubbidissero ad una forza misteriosa: violini, viole, violoncelli, contrabbassi, un’intera sezione di legni, e poi gli ottoni e i timpani, e perfino un’arpa. 
Mattia non aveva mai visto così tanti strumenti tutti insieme, alcuni dei quali erano per lui una vera novità.
“Ecco qui la mia fantastica orchestra,” – disse il violinista – “e ti assicuro che non è da tutti poter assistere alla sua esibizione!”
Mattia sorridendo a quelle parole si avvicinò al palcoscenico. Gli strumenti erano come sospesi nell'aria, in perfetta posizione, come se fossero imbracciati ad invisibili e misteriosi esecutori pronti a suonare al primo cenno del loro direttore.
“Ma… come è possibile?” – esclamò sorpreso – “non possono suonare da soli!”
“Ovviamente no, ragazzo mio! Aspettano solo un mio cenno per poter iniziare a suonare.” rispose il violinista – “nessuna orchestra può suonare senza un direttore che la diriga, e… modestamente credo che nessuno possa dirigerli meglio di me. Sono anni che suoniamo insieme, anzi secoli!”
Con l’archetto del violino battè alcuni colpi sul leggio di fronte a sé che risuonarono per tutta la stanza.
 
 

Prego un poco di attenzione
Miei strumenti prediletti
Oggi abbiam da eseguire
Una gran composizione…

Ai violini, solo ai primi
Chiedo di suonar la parte
Ai secondi e alle viole
Poco suono delicato…

E voi cari violoncelli
Suoni forti, scuri e belli
Quasi niente i contrabbassi
Lievi lievi e pochi passi…

Poi in crescendo con le trombe
Flauti e oboi a rinforzo
E il timpano sonoro
Forte si, ma senza sforzo

Che di colpo cali il suono
Quasi un poco sussurrato
Dolce il suon dell’arpa emerga
come sempre delicato…

Poi infine il fagotto
Con un suono un po’ nasale
Dia l’attacco un po’ sonoro
Per il nostro gran finale

Su, all’opera ragazzi…
Son sicur che m’intendete
Pochi gesti serviranno
Se voi poi mi seguirete… 
 
[continua]

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