Benvenuti sul sito di Tino ROBOT... scopri tutte le sue fantastiche storie e ascolta le sue canzoni...

lunedì 19 dicembre 2011

Capitolo Quattro




“Dunque Plutone su un nero carro trainato da neri cavalli ha rapito mia figlia Persefone! Quale sventura rechi al mio cuore con questa triste notizia!” disse Demetra.
Affranta dal dolore, la povera dea si vestì di nero e vagò per il mondo, con la speranza di ritrovare la figlia, dimenticandosi dei raccolti, che grazie a lei crescevano sempre rigogliosi.
La terra iniziò a spogliarsi di tutte le messe, il frumento e il grano non crescevano più nei campi, la frutta non maturava sugli alberi, l’erba e i fiori seccavano. E tutta l’umanità cadde in un periodo di lunga carestia.


Zeus, preoccupato di quanto stava accadendo, radunò tutti gli dei in concilio per risolvere il problema. “Demetra deve assolutamente tornare ad occuparsi della terra, o tutti gli essere umani moriranno – disse – dobbiamo convincere Plutone a liberare Persefone.”
Venne stabilito che Ermes, il messaggero degli dei, si recasse nell’Ade con il compito di convincere Plutone a liberare Persefone.

Ermes, ubbidiente e veloce, si recò dal re degli inferi e gli rivolse l’invito di Zeus, ma Plutone gli rispose irridendolo che non avrebbe mai liberato Persefone.
Ma l’astuto Ermes non si arrese e gli rispose: “O Plutone, potente signore delle tenebre e dell’Ade, capisco che il cuor tuo batte per questa fanciulla, che fra tutte le fanciulle è la più bella. Ma lei non ti ama e non sarà mai tua sposa. Sii saggio, non far che il mondo perisca per causa di un tuo capriccio. Demetra, impazzita di dolor trascura i fiori colorati, la frutta saporita e le bionde e ricche spighe. Lascia che Persefone torni all’Olimpo, fra gli dei, tra le braccia della madre.”
Plutone, per nulla commosso dalle parole di Ermes, finse di esaudire la richiesta di Zeus e acconsentì a patto che la fanciulla prima di lasciare l’Ade mangiasse un chicco di melagrana.



[continua]

Nessun commento:

Posta un commento