Benvenuti sul sito di Tino ROBOT... scopri tutte le sue fantastiche storie e ascolta le sue canzoni...

sabato 31 dicembre 2011

Buon 2012 a tutti


AUGURI  
PER UN 2012
DAVVERO FELICE


Tino Robot


Capitolo Sei


Il riccio si fermò osservando con aria curiosa la bambina.
"Curiosa come storiella, vero Martina?" - chiese il riccio dondolando il capino a destra e a sinistra iniziando a canticchiare.
 
Quattro sono le stagioni
In cui l’anno si divide
Son sorelle fra di loro
Quando cantan tutte in coro
Prima vien la primavera
Coi suoi fiori colorati
Segue poi la calda estate
Con suoi campi di frumento
E poi quando si alza il vento
Vien l’autunno colorato
Giunge infin il freddo inverno
Col suo manto innevato…
Gira gira il mondo gira
Le stagion ballano in coro
Anche se son pazzerelle
Portan sempre cose belle

Il tempo passò in fretta e i sei mesi trascorsi sulla terra dalla giovane fanciulla volarono; così quando giunse il momento di tornare nel regno di Plutone, Persefone incominciò a piangere. Le sue lacrime caddero sulla terra e subito si trasformarono in un frutto, l’ultimo frutto prima dell’arrivo dell’inverno: la castagna.”
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E’ il mio frutto preferito
Tutto avvolto nel suo riccio
Mi par quasi un fratellino
Manca solo il mio musino

Cade prima dell’inverno
Lungo e freddo e senza frutti
Se la mangi abbrustolita
Ti affumica le dita

La castagna è ricciolina
Appuntita e birichina
Se la prendi con le mani
Devi far pianin pianino…

Il suo guscio con le spine
Sembra quasi un vero riccio
Certo non che mi somigli
Però sembra un mio cugino…

"Non vedo l'ora di raccontarla a Perse.." - disse Martina piena di entusiasmo al riccio che si era rimesso a mangiare la sua mela succulenta. 
"Anzi, sai che ti dico? Corro di corsa a casa, prendo la mia bicicletta e vado direttamente da lei a raccontargliela..."
"Si, va bene, Martina.. vai pure - rispose il riccio degluttendo in fretta l'ultimo boccone di mela -  ma stai attenta a non investire le tartarughe!" concluse salutando con la zampina la bambina che ormai già correva veloce verso casa.

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[fine]

venerdì 30 dicembre 2011

Capitolo Cinque

Non senza una qualche perplessità Persefone ascoltò la strana richiesta di Plutone.



[Plutone] 
Orsù basta coi lamenti
Presto ti farò tornar
Con il Messagger alato
Nel tuo mondo colorato

Prendi prima questo chicco

Di una dolce melagrana
Di color rosso rubino
E’ di gusto sopraffino…
[Persefone] 
Buono è il gusto del tuo frutto
Molte volte lo assaggiai
Sembran perle, o sembra vino
E’ di un bel color rubino

Persefone ignara del tranello – continuò a raccontare il riccio - prese dalla mano di Plutone il chicco e lo portò alla bocca.



Quale tranello?” – disse Martina, rimasta fino a quel momento era a bocca aperta ad ascoltare la storia – “Un chicco di melagrana non può nascondere nessun tranello!”

Certo che no – rispose il riccio – Ma nessuno può lasciare l’Ade, il regno dei morti, se ha mangiato anche una sola briciola di cibo toccato da Plutone. Questo era l’inganno, e naturalmente Persefone non lo sapeva!

Così quando ritornò con la madre all’Olimpo, Zeus, informato dell’accaduto, le disse che a causa di quel chicco avrebbe dovuto trascorrere sei mesi all’anno all’Ade.1

Demetra delusa da quell’inganno decise che ogni qualvolta la figlia si fosse recata da Plutone, la terra avrebbe smesso di dare i suoi frutti, dando origine all’autunno e all’inverno, mentre sarebbe rifiorita al suo ritorno, originando la primavera e l’estate.

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1 Ade: il regno degli inferi sul quale, secondo la mitologia greca , regnava Plutone
 

domenica 25 dicembre 2011

AUGURI DI BUON NATALE
E BUONE FESTE A TUTTI!!
 
 
e auguri anche a tutto il mondo...

Afrikaans: Gesëende Kersfees
Albanese: Gezur Krislinjden
Arabo: Idah Saidan Wa Sanah Jadidah
Armeno: Shenoraavor Nor Dari yev Pari Gaghand
Azerbaijan: Tezze Iliniz Yahsi Olsun
Bahasa (Malesia): Selamat Hari Natal
Basco: Zorionak eta Urte Berri On!
Bengali: Shuvo Naba Barsha
Boemo: Vesele Vanoce
Bretone: Nedeleg laouen na bloavezh mat
Bulgaro: Tchestita Koleda; Tchestito Rojdestvo Hristovo
Catalano: Bon Nadal i un Bon Any Nou!
Ceco: Prejeme Vam Vesele Vanoce a stastny Novy Rok
Choctaw (Nativi americani, Oklahoma): Yukpa, Nitak Hollo Chito
Cinese (Cantonese): Gun Tso Sun Tan'Gung Haw Sun
Cinese (Mandarino): Kung His Hsin Nien bing Chu Shen Tan
Cingalese: Subha nath thalak Vewa. Subha Aluth Awrudhak Vewa
Coreano: Sung Tan Chuk Ha
Croato: Sretan Bozic
Danese: Glædelig Jul
Dutch (Pennsylvania): En frehlicher Grischtdaag un en hallich Nei Yaahr!
Eschimese (inupik). Jutdlime pivdluarit ukiortame pivdluaritlo!
Esperanto: Gajan Kristnaskon
Estone: Ruumsaid juulup|hi
Farsi: Cristmas-e-shoma mobarak bashad
Fiammingo: Zalig Kerstfeest en Gelukkig nieuw jaar
Filippino: Maligayan Pasko!
Finlandese: Hyvaa joulua
Francese: Joyeux Noël
Frisone: Noflike Krystdagen en in protte Lok en Seine yn it Nije Jier!
Gaelico: (Scozia) Nollaig chridheil huibh
Gaelico: Nollaig chridheil agus Bliadhna mhath ùr!
Gallese: Nadolig Llawen
Giapponese: Shinnen omedeto. Kurisumasu Omedeto
Greco: Kala Christouyenna! Hamish
Hausa: Barka da Kirsimatikuma Barka da Sabuwar Shekara!
Hawaaiano: Mele Kalikimaka
Hindi: Shub Naya Baras
Indonesiano: Selamat Hari Natal
Inglese: Merry Christmas and Happy New Year
Iracheno: Idah Saidan Wa Sanah Jadidah
Irochese: Ojenyunyat Sungwiyadeson honungradon nagwutut. Ojenyunyat osrasay
Islandese: Gledileg Jol Isola di Man: Nollick ghennal as blein vie noa
Latino: Natale hilare et Annum Faustum!
Latviano: Prieci'gus Ziemsve'tkus un Laimi'gu Jauno Gadu!
Lituano: Linksmu Kaledu
Macedone: Sreken Bozhik
Maltese: LL Milied Lt-tajjeb
Maori: Meri Kirihimete
Navajo: Merry Keshmish
Norvegese: God Jul oppure Gledelig Jul
Occitano: Pulit nadal e bona annado
Olandese: Vrolijk Kerstfeest en een Gelukkig Nieuwjaar! oppure Zalig Kerstfeast
Papua Nuova Guinea: Bikpela hamamas blong dispela Krismas na Nupela yia i go long yu
Polacco: Wesolych Swiat Bozego Narodzenia or Boze Narodzenie
Portoghese (Brasile): Boas Festas e Feliz Ano Novo
Portoghese: Feliz Natal
Rapa-Nui (Isola di Pasqua): Mata-Ki-Te-Rangi. Te-Pito-O-Te-Henua
Rumeno: Sarbatori vesele
Russo: Pozdrevlyayu s prazdnikom Rozhdestva is Novim Godom
Samoa: La Maunia Le Kilisimasi Ma Le Tausaga Fou
Serbo: Hristos se rodi
Slovacco: Sretan Bozic oppure Vesele vianoce
Sloveno: Vesele Bozicne. Screcno Novo Leto
Spagnolo: Feliz Navidad
Svedese: God Jul and (Och) Ett Gott Nytt År
Tailandese: Sawadee Pee Mai
Tedesco: Fröhliche Weihnachten
Turco: Noeliniz Ve Yeni Yiliniz Kutlu Olsun
Ucraino: Srozhdestvom Kristovym
Ungherese: Kellemes Karacsonyi unnepeket
Urdu: Naya Saal Mubarak Ho
Vietnamita: Chung Mung Giang Sinh
 

lunedì 19 dicembre 2011

Capitolo Quattro




“Dunque Plutone su un nero carro trainato da neri cavalli ha rapito mia figlia Persefone! Quale sventura rechi al mio cuore con questa triste notizia!” disse Demetra.
Affranta dal dolore, la povera dea si vestì di nero e vagò per il mondo, con la speranza di ritrovare la figlia, dimenticandosi dei raccolti, che grazie a lei crescevano sempre rigogliosi.
La terra iniziò a spogliarsi di tutte le messe, il frumento e il grano non crescevano più nei campi, la frutta non maturava sugli alberi, l’erba e i fiori seccavano. E tutta l’umanità cadde in un periodo di lunga carestia.


Zeus, preoccupato di quanto stava accadendo, radunò tutti gli dei in concilio per risolvere il problema. “Demetra deve assolutamente tornare ad occuparsi della terra, o tutti gli essere umani moriranno – disse – dobbiamo convincere Plutone a liberare Persefone.”
Venne stabilito che Ermes, il messaggero degli dei, si recasse nell’Ade con il compito di convincere Plutone a liberare Persefone.

Ermes, ubbidiente e veloce, si recò dal re degli inferi e gli rivolse l’invito di Zeus, ma Plutone gli rispose irridendolo che non avrebbe mai liberato Persefone.
Ma l’astuto Ermes non si arrese e gli rispose: “O Plutone, potente signore delle tenebre e dell’Ade, capisco che il cuor tuo batte per questa fanciulla, che fra tutte le fanciulle è la più bella. Ma lei non ti ama e non sarà mai tua sposa. Sii saggio, non far che il mondo perisca per causa di un tuo capriccio. Demetra, impazzita di dolor trascura i fiori colorati, la frutta saporita e le bionde e ricche spighe. Lascia che Persefone torni all’Olimpo, fra gli dei, tra le braccia della madre.”
Plutone, per nulla commosso dalle parole di Ermes, finse di esaudire la richiesta di Zeus e acconsentì a patto che la fanciulla prima di lasciare l’Ade mangiasse un chicco di melagrana.



[continua]

domenica 4 dicembre 2011

Disegni

La galleria dei disegni di TinoRobot si arricchisce di altri disegni fatti da piccoli e meno piccoli artisti!

Opera di  Francesco

Opera di Alessandra (mamma di Francesco)



Opera di Serena

questo bel disegno invece è di Filippo (anni 10) 
con tanto di dedica autografata.



e questo bel disegno è di Miriana (di anni 6) 

giovedì 1 dicembre 2011

Capitolo 3


[scarica e colora il disegno dal link
Il riccio fece una pausa e diede un altro piccolo morso alla sua gustosa mela e questa volta Martina lo incalzò a proseguire, incuriosita dal racconto.
“Su, su, non è il momento di mettersi a mangiare... che è successo? Voglio sapere come continua.”

Vista l'impazienza della bambina al riccio, che non amava parlare con la bocca piena, non rimase che masticare in fretta il suo boccone e riprendere a raccontare.

“Il decimo giorno chiese aiuto ad Elios, il dio del Sole che tutto vede e osserva.
Impaziente attese l'alba e all'apparire del disco solare Demetra gli rivolse la parola.





Oh mio caro amico Elios
Tu che il dì nel ciel risplendi
dai a me conforto e luce
che mi dia felicità!
Hai tu visto una fanciulla
la mia figlia prediletta,
stava raccogliendo i fiori
or di lei non so più nulla...
Tu consorte della Luna
E dall’alto tutto vedi
dimmi della mia fortuna
e accendi la speranza.

Ma il sole non rispose subito. Attese di aver raggiunto la posizione di mezzogiorno e poi finalmente le diede risposta.

Da quassù risplendo e spargo
Caldi raggi sulle messe,
d’oro rendo le tue spighe
Tu che regni la natura

Senza te, la terra geme
E non sboccia più alcun fior
Tu sei spirito nel mondo
Coi tuoi mille e più color…

Dirò della tua fanciulla
stava sopra un nero carro
Nero il manto dei cavalli
sopra, un dio che lo portava

Lei piangeva disperata
Per la sorte sua inattesa
Pochi gigli in man teneva
Tra più belli e profumati…

[continua]