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lunedì 10 ottobre 2011

Capitolo 6: povero me ... tapino

Un bel giorno il vecchio mugnaio chiamò i suoi tre figli e disse: "Miei cari ragazzi, ormai per me è giunto il momento di ritirarmi. Sono troppo vecchio e stanco per lavorare e voglio dividere con voi le mie cose. A te, che sei il più grande, lascio il mulino. A te invece l'asino e a te, che sei il più piccolo, lascio il mio amato gatto. Ora vado a riposare."


(il mugnaio, i suoi figli e l'asino)

Il più giovane dei tre figli del mugnaio, visibilmente insoddisfatto, si lamentava per aver avuto soltanto un gatto:
"Non è giusto, che ci faccio con un gatto? Potrei solo mangiarmelo e poi cucirmi un bel manicotto con il suo pelo per scaldarmi le mani d'inverno!"
Ascoltando quelle parole, subito il gatto drizzò le orecchie molto preoccupato. Decise di intervenire in aiuto del suo nuovo padrone.
"Non aver paura, padrone mio! Fidati di me, troveremo un modo per sopravvivere! Tutto quello che mi serve è solo un bel cappello con la piuma, una casacca nuova ed elegante ed un sacco di tela robusta."
Il giovane guardò il gatto con aria stupita. Non riusciva ad immaginare che cosa avrebbe potuto fare il gatto con un cappello, una casacca e un sacco di tela, già gli sembrava abbastanza ridicolo girare con un gatto che portava gli stivali!


Povero me tapino, ora che farò
Ho solo questo gatto che anche matto è!
L'avete voi sentito quel che io dovrei far?
Cercagli un bel cappello un sacco e un mantello…
Ma tanto ormai che conta una pazzia in più
Se poi non funzionasse non molto cambierà…
Chissà se fosse vero, se fosse verità…
Sarebbe come un sogno difficile a spiegar
Ma tanto ormai che conta, speranze più non ho…



 
(scarica e colora il disegno dal link)


[continua]

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