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martedì 4 ottobre 2011

Capitolo 2: un gatto cantante????

Distratto da un rumore, il gatto si voltò verso un pubblico immaginario come stesse calcando le scene di un teatro recitando la parte dell'attore principale:
"Oh! quanta a gente, questa sera? Siete qui per vedermi all'opera?” disse facendo un lunghissimo inchino.
"Benvenuti signore e signori, io sono il gatto con gli stivali. Scommetto che avrete sentito parlare di me!" 
 
 
“Sapete - disse il gatto - la mia fama è così nota che mi precede ovunque vada. Non c'è posto al mondo dove non si parli di me, della mia grande abilità, e vengono da tutte le parti per vedermi all'opera. Si, avete capito bene, all’Opera e quando dico opera non intendo di certo dare la caccia a quei maledetti topastri, che per me è solo un passatempo, intendo dire l'Opera con la O maiuscola… si insomma faccio anche il cantante, non lo sapevate?
Voi saprete di certo che noi gatti abbiamo sette vite e in una di queste e precisamente la numero… fatemi un po' pensare.. la numero cinque… ero il più noto gatto cantante di tutta l’Europa. Non c’era teatro che non facesse a gara per avere le mie esibizioni. Non ci credete? Beh allora state un po' a sentire...” 
Si schiarì la voce con un paio di miagolii terrificanti che spaventarono il povero topino e iniziò a cantare.

Voce del vento che soffia leggera … Era era era era
Vide un bel giovane tutto solo .... Solo solo solo solo
Ma di parole nemmeno una ... Una una una una
Disse il giovane alla ninfa ... Ninfa ninfa ninfa ninfa

Ma lei il suo amore gli disse ancora ... Ora ora ora ora
Di quell’amore ormai non resta ... Resta resta resta resta
Dolce ricordo di un suono solo ... Solo solo solo solo
Lei che colpa ne aveva alcuna ... Una una una una
Restò senz’anima e senza voce! ... Voce voce voce voce

"Grazie, grazie... troppi applausi non fan per me.. vi ringrazio - continuò a dire il gatto del tutto immerso in quella finta messa in scena per distrarre il topolino e indurlo all'errore - troppo gentili, signori miei, vi ringrazio di moltissimo!!" Annusò l'aria, e si lisciò i baffi e continuò la sua recita: "Spero e anzi son certo che non vi sarà sfuggito l'indovinello che vi ho appena cantato! E se proprio non ci siete arrivati vi basterà prendere l'ultima parola che ho cantato in ogni strofa e tutto vi sarà svelato." Spicco un gran balzo convinto di aver visto il topolino sbucare da dietro un sacco, ma si ritrovò fra le zampe soltanto la polvere di farina che nel mulino era un po' ovunque. Si rialzò facendo finta di nulla e proseguì lisciandosi i baffi con accurata delicatezza.
"Sfortuna volle che un giorno la mia bellissima voce mi lasciò e venni abbandonato su una strada, costretto a dare la caccia ai topi per vivere. Vi rendete conto? Io costretto in miseria come un gatto qualsiasi… Ed ora è qui che vivo, in questo polveroso mulino, in compagnia di Hans il mugnaio, dei suoi tre figli, e un vecchio asino."
"Ora però scusatemi perché ho da fare... debbo dare la caccia a quel topastro… a presto!" concluse la sua pantomima e tornò ad accovacciarsi su un sacco di farina fingendo di dormire.


[continua]

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Come dice il gatto nella canzone c'è un piccolo indovinello. Per scoprire la soluzione annota su un foglio le parole che ripete l'eco e si comporrà una frase.

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