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lunedì 5 settembre 2011

La Storia di Gandalf in Mago e del suo amico Papageno. *

Questa storia è di tanto tempo fa… 
A quel tempo il mondo era molto diverso. Nel cielo non volavano ancora gli aerei e non era difficile scorgere all’orizzonte il volo delle grandi aquile reali. 
E le città ... beh le città più che città erano piccoli villaggi, borghi, paesi... con le loro casette in legno e i tetti argentati di ardesia. 
Questa è la storia del piccolo Gandalf, un maghetto o meglio un aspirante mago che all’età di otto anni si apprestava a svolgere un compito difficilissimo del quale lui stesso era ancora all’oscuro... 
Era un apprendista maghetto e per questo ogni tanto faceva qualche pasticcio non avendo del tutto imparato i trucchi del mestiere, ma su di lui convergevano tutte le speranze del suo villaggio che era situato a Est della grande Montagna Solitaria.
Seppur piccino il nostro maghetto aveva di già imparato il linguaggio degli uccelli e delle piante ed era indaffarato in una ricerca che occupava gran parte delle sue giornate, per non parlare poi delle notti.
Aveva scoperto su un vecchio libro di magia che esisteva un modo per portare la primavera nel bel mezzo dell’inverno... cosa molto apprezzata per le latitudini polari alle quali viveva.
Per far questo era necessario trovare un germoglio di viola dormiente sotto la neve .... ma per quanto avesse cercato non era mai riuscito a trovarne uno.
Così decise di chiedere aiuto alle piante del bosco.


Si fermò vicino ad una quercia secolare alla cui base incastrate fra le rocce spuntavano tentacolari radici:
"Ciao grande quercia del bosco!" - disse con aria timorosa
"Salute a te piccolo mago - rispose la quercia - in cosa posso esserti utile?"
"Devo assolutamente trovare un germoglio di viola dormiente, mi puoi aiutare? " domandò il piccolo mago.
La quercia parve riflettere un poco prima di rispondere. "Sai stando quassù per me è impossibile aiutarti prova a chiedere alle mie radici forse loro ti potranno aiutare."
Così fece la stessa domanda alle radici del grande albero, che muovendosi come un serpente risposero: “Non a noi piccolo Gandalf, ma alle radici nascoste dai sassi devi chiedere, loro ti potranno aiutare...”
 


C’era un piccolo maghetto  
che volava sopra i tetti
per trovare verso sera
il suo fior di primavera...
poi andava basso basso
a guardar sotto a un gran sasso
per scoprir cosa gli dice
quella piccola radice...
lei gli dice che è ancor
presto per aver di viole un cesto
ma se a lui ne basta
una può cercarla sulla luna.
ma la luna è ormai
lontana ed il giorno ormai s’avanza
torna il mago presto presto
a studiar nella sua stanza.
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* Questo racconto è dedicato a due personaggi fantastici, protagonisti di due opere alle quali l'autore di Tino Robot è particolarmente legato: Gandalf il mago (tratto da Il signore degli anelli, di J.R.R Tolkien) è qui proposto nelle vesti di un giovane aspirante maghetto; Papageno è invece un omaggio al personaggio dell'opera Il Flauto Magico di W.A. Mozart.

1 commento:

  1. Beh come sempre un racconto Molto bello è dir poco!!!!
    Diego ;-)

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