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martedì 5 luglio 2011

Cap 5 : Era da molto tempo


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Lo fissò a lungo negli occhi, sbuffando e soffiando con le narici. “E così tu saresti Ulisse…” – disse il cavallo con tono calmo e profondo. 

“Già, a quanto pare hanno voluto chiamarmi con questo nome così bizzarro.”
“Bizzarro? E’ un nome che dovrebbe renderti orgoglioso, ragazzo mio.” – intervenne la tartaruga – “Vuoi spiegarglielo tu, Nestore, chi era il grande Ulisse conosciuto anche col nome di Odisseo.”
“Oh, ma con grande piacere, collega” rispose il cavallo.

Era da molto tempo che non mi capitava
Di incontrar qualcuno che avesse quel gran nome
E' insolito e assai raro, da udire o da incontrare
Ed è un vero piacere star qui con te a parlar..

Se non sei troppo stanco, o stufo o annoiato
Se sei curioso un poco, di lui ti parlerò!
Eroe e gran guerriero di un mondo assai lontano
Temuto e riverito, divenne un vero mito.

Nestore iniziò a raccontare la storia di Ulisse detto l'Odisseo.
“Eran dieci anni che gli Achei davan l’assedio alla città di Troia. Dieci lunghi anni di guerra, a causa di Paride che rapì la bella Elena, rubandola al marito Menelao.
La incontrò nella casa di Agamennone, re dei greci e fratello di Menelao, durante un ricevimento in onore dell'amicizia fra la città di Atene e di Troia.
Cupido che come ben sapete sempre nascosto se ne sta, vide i due giovani ballare e il suo dardo senza alcun indugio scagliò, ben sapendo che la bella Elena di già era sposata al potente Menelao, re di Sparta.
Quella stessa notte Paride fuggì con Elena sulla sua nave diretto alla città di Troia.
L'affronto venne presto scoperto e Menelao chiese al fratello di lavare l'offesa dichiarando guerra a Troia.
Agamennone colse al volo l'occasione che il destino gli offriva per estender il suo regno anche sulla città rivale e dichiarò guerra a Troia sicuro della vittoria.
Così radunò tutto il suo esercito chiamando a raccolta tutti i principi del suo regno, nelle cui fila vi erano così tanti eroi che ci vorrebbe un sol giorno per elencarli tutti.
Fra questi il grande Achille, Re dei Mirmidoni, e Ulisse Re di Itaca, detto l’Odisseo, e molti altri ancora.
Anche nelle file dell’esercito troiano vi erano grandi combattenti. Uno su tutti: Ettore, figlio di Priamo, Re di Troia, il più grande fra gli eroi troiani.
Gli eserciti si fronteggiarono per quasi dieci anni, ma nessuno dei due riusciva a prevalere sull’altro.
Ulisse, noto per la sua astuzia, diede ordine di costruire un gigantesco cavallo di legno, poi, radunati in assemblea tutti i principi del suo popolo, espose loro il suo piano.

Un gruppo di dieci soldati scelti fra i più valorosi si sarebbero nascosti nel ventre del gigantesco cavallo, mentre l’intera flotta achea avrebbe dovuto ritirarsi, nascondendosi dietro l’isola di Tènedo.
“Fidatevi di me! – disse Ulisse con la sua profonda voce – I troiani penseranno che ci siamo ritirati e che abbiamo lasciato questo cavallo come dono per gli dei per propiziare il nostro rientro in patria. Lo condurranno dentro le mura della loro città e quando questo avverrà, per la città di Troia sarà la fine”.
Così parlò Ulisse all’assemblea e così venne deciso.
All’alba le navi partirono e il cavallo fu abbandonato sulla spiaggia e quando i troiani lo videro lo trasportarono, ignari, dentro le mura della città.
La sera stessa diedero una grande festa che durò fino a tarda notte e quando il sonno calò su tutti gli abitanti, Ulisse e gli altri uomini nascosti dentro il cavallo, uno dopo l’altro si calarono con una fune fino a terra, e dopo aver eliminato le sentinelle addormentate aprirono le porte della città. Nel frattempo l’intero esercito, sbarcato sulla spiaggia, attendeva il segnale concordato per dare inizio alla battaglia. Fu così che grazie all’intuizione di Ulisse l’Odisseo, cadde la città di Troia.
Il piano che Ulisse aveva funzionato, la guerra era terminata e gli Achei tornarono alla loro terra con le navi colmi dei tesori della città di Troia.
Sulla via del ritorno la nave di Ulisse si imbatté in una furibonda tempesta, che durò per giorni e giorni, e la fece deviare dalla sua rotta.
Passarono molti anni prima che Odisseo potesse tornare nella sua amata Itaca, e numerose furono le avventure e le imprese che si trovò ad affrontare.”

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