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domenica 3 luglio 2011

Cap 3 : Che mi sta succedendo



La talpa si avviò e vedendolo perplesso con un cenno deciso di una zampa gli intimò di seguirlo: “Forza sbrigati, ti ho detto di seguirmi, non temere.”
Ulisse, si chinò verso il foro della tana vinto dalla curiosità e pian piano si sentì rimpicciolire fino al punto di poter passare senza difficoltà nelle strette pareti della galleria. 


Che mi sta succedendo
Mi sento piccolino
Dovevo dare retta
E starmene a dormir

Provate a immaginare
Un posto tutto buio
Qui non si vede un tubo
Dove mi porterà

Non mi era mai successa
Una cosa così
Mi sento proprio strano
Più piccolo di un nano

Che mi sta succedendo
Mi sento piccolino
Dovevo dare retta
E starmene a dormir

Stentava davvero a credere ai suoi occhi mentre seguiva la talpa in quello stretto cunicolo. Il buio lo circondava ovunque e per la prima volta in vita sua non ne aveva paura.
Si preoccupava solo di gattonare seguendo da vicino la talpa che di quando in quando sbuffava goffamente davanti a lui.

Quando sbucarono dalla galleria, Ulisse si trovò in un luogo che non aveva mai visto prima. La talpa lo precedeva voltandosi di quando in quando per incitarlo a proseguire:
“Su, forza ragazzo mio, non sarai di già stanco! Siamo quasi arrivati.”

La tartaruga era seduta tranquilla e beata sotto un vecchio albero, al centro del grande prato. 




“Oh, chi si vede – disse vedendoli arrivare - qual buon vento!”.
Ulisse accennò a un timido sorriso. Per la verità gli sembrava tutto così strano quella mattina, e poi - pensò - non capita tutti i giorni di poter parlare con una tartaruga!
“Volevo presentarti un amico” disse la talpa “si chiama Ulisse.”
“Ulisse? Oh, davvero? “ - disse la tartaruga sorridendo - “Era dai tempi del grande Odisseo che non incontravo qualcuno con il tuo stesso nome, sai?”.
“Tu di certo conoscerai la storia di Odisseo, vero ?”
Ulisse arrossì e scosse il capo un po’ imbarazzato.
“Allora devi assolutamente conoscere Nestore, il mio amico cavallo. ”
La talpa nel frattempo si era rimessa a scavare tante altre piccole gallerie. Riemerse da una di queste tenendo un vermicello fra le zampine e dopo averlo annusato se lo mangiò.
“Forse volevi favorire anche tu” disse con tono ironico ad Ulisse offrendogli un altro vermicello.
“Che schifo – rispose Ulisse – quella roba non fa per me”.
Scrollò le spalle e tornò ad ascoltare la tartaruga.

2 commenti:

  1. Che bella storia! =) Complimenti! =))

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  2. Grazie mille. Sono contento che ti piaccia. :)

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