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domenica 5 giugno 2011

Capitolo TRE

Nel frattempo per le strade di Verona, Romeo, primogenito della famiglia dei Montecchi,  girava per la città in compagnia dei suoi amici. Sopraggiunse un servo che gli recò la notizia che la sera stessa ci sarebbe stata una grande festa nella casa della famiglia rivale. Appresa di tal festoso evento i baldi giovani decisero di recarsi nella dimora della famiglia avversaria per far della loro presenza mascherata, una bravata di cui vantarsi con gli amici. 

Andiam amici miei, ho voglia di gioir
Di bere del buon vino, di ridere e scherzar.
La notte è ancora giovane non stiamo qui a poltrir
La festa è già iniziata e ho voglia di danzar.


Ebben che ben venga il riso, andiam a beffeggiar
Andremo mascherati, nessun saprà chi siam
La casa dei rivali è in fondo a questa via
E chissà quante dame attendono compagnia


Muoviam il nostro passo, da esperti danzator

Ma stiamo sempre in guardia e pronti a fuggir
Che il fato non ci colga storditi dal buon vin
Sarebbe grave assai lasciarci smascherar
Il buffone di corte che si era messo ad origliare nascosto dietro una tenda, irruppe all'improvviso interrompendo il racconto del giovane William.

[Buffone] Oh, ma che lagna questa musica, messere… Non dovreste tediar la mia Regina con note tanto dolenti e tristi .. - disse facendo uno sberleffo al letterato.
 
[Regina] Zitto scellerato, nessuno ha richiesto la tua presenza. Scompari alla mia vista o te ne pentirai.

[Buffone] Davvero mia regina, vi state trascurando, volete uno scherzetto? Che so … una magia? Orsù vi stupirò, farò per voi apparire un mazzolin di fior..

[Regina] Guardie orsù accorrete gettatelo nel pozzo, forse ha un po’di sete e e un bel bagno gli rinfrescherà le idee.

William rise divertito per l’intrusione del buffone e ancor più per l’ironia con la quale la Regina Elisabetta lo aveva trattato e riprese il suo racconto, mentre le guardie accompagnavano il recalcitrante buffone fuori dalla sala.

“Così, mia Regina, il bel Romeo si presentò alla festa dei Capuleti in compagnia di alcuni suoi amici. La festa per loro fortuna era un ballo in maschera e nessuno o quasi li riconobbe. 



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