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domenica 12 giugno 2011

Capitolo SETTE

I due giovani si scambiarono una promessa di matrimonio, e il giorno successivo di nascosto dalle loro famiglie si recarono nella cella di Frate Lorenzo, padre confessore di Giulietta, chiedendogli di sposarli. Il povero frate, non senza un po’ di stupore e di imbarazzo alla fine acconsentì unendoli in matrimonio.

[Frate Lorenzo] Sorridano i cieli a questa volontà
Che porti a questi sposi la lor felicità
Ma siate voi attenti, virtuosi e sospettosi
L’invidia è brutta cosa e mal vi potrà far
Giulietta, cara figlia, sorridi al tuo Romeo
La vostra union è sacra davanti al mondo inter.

[Giulietta] Inchino il mio bel viso alla volontà divina
Amar il mio Romeo non chiedo nulla più
Sarò sposa fedele, e madre premurosa
Compagna riguardosa, vostra promessa sposa

[Romeo] Vi prego, vi scongiuro, prendete la mia mano
Mia cara e dolce sposa, a voi sarò fedel.
Le nostre due famiglie al fine capiran
Che giunto è ormai il tempo di porre fin ai guai.

[Frate Lorenzo] Che Dio benedica allor la vostra union
Ma ancor a voi rinnovo il monito sever
Lasciate al più presto questa nostra città
Forse tra qualche tempo potrete ritornar. 



Romeo, lasciata la giovane sposa a pregar in compagnia del padre confessore, rientrò in città dove incontrò l’amico Benvoglio in compagnia di Mercutio.
Mentre si accingeva a recar loro la notizia del suo matrimonio ecco arrivare Tebaldo, il cugino di Giulietta, spalleggiato da altri suoi amici con aria minacciosa verso Romeo.

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