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mercoledì 8 giugno 2011

Capitolo QUATTRO

Alla festa però, si presentò anche il buon Cupido, armato del suo arco e di una sola freccia. E voi sapete, mia Regina, che quando quel angioletto si mette d’impegno vuol far le cose in grande stile. Si mise a curiosare fra i presenti e scelti fra loro i due giovani più belli, tese il suo arco e scagliò la sua freccia.



venuto a festeggiar
Con l’arco tutto d’oro
e una sola freccia
Vuol fare innamorare 
chi ora sa danzar
E al centro del suo cuor 
colpisce per fare breccia.
 
Così Romeo notò il dolce viso di Giulietta e a lei cantando si avvicinò ben nascosto dalla sua maschera.



[Romeo] Qual grazia qual stupore,
mi induce a meraviglia 
Fra tutte queste stelle, 
voi siete uno splendor 
La luce che emanate 
a nessuna assomiglia 
Stordite il nostro cuore, 
unico tra i fior

[Giulietta] Abbiamo qui un poeta? 

O forse un menestrello? 
Voi siete mascherato 
è facile mentir… 
Sebben la vostra voce
già smuova il cuore mio 
Mostrate il vostro volto 
o nobile signor…

[Romeo] A rischio della vita

vi voglio accontentare 
Guardare il vostro viso,
il vostro bel sorriso 
Oh dolce creatura,
lasciatevi ammirare
Le vostre belle labbra, 
come vorrei baciar

[Giulietta] Oh quanto siete ardito, 

audace cavalier 
Apprezzo il vostro stile, 
non fatemi arrossir 
Nemmen mi conoscete 
e già voi mi volete 
Lasciate che io sappia
almeno il vostro nome..

Sfortuna volle che quel momento così magico venisse interrotto dagli stessi amici di Romeo, i quali temendo di essere scoperti e smascherati, lo invitarono a lasciare in fretta la casa. Non fece nemmeno in tempo a dire il suo nome alla giovane Giulietta, quando sulla porta di casa venne riconosciuto dal cugino di lei, Tebaldo: solo l’intervento deciso del capo famiglia dei Capuleti evitò lo scontro fra i due giovani, permettendo a Romeo e i suoi amici di lasciare la casa indisturbati.

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