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sabato 14 maggio 2011

Cap. VIII - Ancora non ci credo!


Il fascio di luce illuminava alcuni gradini e Margot iniziò a scendere, preceduta dalla gatta. Le pareti erano completamente ricoperte di affreschi. Emozionata si fermò ad osservare i primi dipinti: su entrambi i lati del cunicolo che stava percorrendo vi era rappresentato un bambino che teneva nelle braccia tese il disco di Aton, il dio Sole.
Lunghe file di geroglifici, con rappresentazioni della vita ai tempi dell’antico Egitto, disegni di divinità ovunque. I colori erano così sgargianti che sembrava fossero appena stati affrescati.
Seguì la gatta, che si muoveva in quel posto con estrema disinvoltura, e giunse dinnanzi a un grande portone completamente dipinto di nero, sopra il quale vi erano due grossi rilievi dorati raffiguranti lo scettro ricurvo e il flagello: i due simboli del potere dei faraoni.
Con una mano Margot spinse il portone e con suo grande stupore si ritrovò in un grande salone. Ai lati delle pareti due file di statue di guerrieri in perfetto assetto da parata facevano la guardia all’ingresso.
L’intera sala riproduceva un enorme giardino esotico il cui centro era occupato da una fontana in marmo con decorazioni floreali scolpite e dipinte in modo tale da sembrare vere. I muri erano decorati con dipinti e bassorilievi, dove la Regina era ritratta nei comportamenti più semplici e quotidiani.
“Allora Margot, che ne dici? Non ti sembra un luogo degno di una regina questo?” le disse la gatta proseguendo fino alla parte opposta.
Margot si avvicinò a un piccolo tavolo in marmo rosa sormontato da uno specchio di rame di pregiata fattura.
Vide la sua immagine riflessa e restò a fissarla per qualche istante, incredula: il suo viso, assomigliava in modo sorprendente a quello della Regina Nefertiti.
 
 
“Ma quella sono io!!” esclamò incredula.
“Certo, Margot, sei tu. E somigli alla Regina Nefertiti come una goccia d’acqua.” rispose la gatta.

Ancora non ci credo
Fammi guardare bene
Se quella è Nefertiti
Allora sono io!!
Davvero mi somiglia
Come una goccia d’acqua
La nonna lo diceva
Ma poi chi ci credeva?

Di certo non sapevo
Che fosse così bella
E se la guardo bene
Mi sembra mia sorella
Di questa somiglianza
Non sono di certo degna
Mi sento imbarazzata
Da tanta nobiltà...
 
 

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