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lunedì 9 maggio 2011

Cap. V - Dove pensi di scappare...

Cleopatra si destò e, dopo essersi stiracchiata, saltò giù dalla sedia dirigendosi verso le scale che portavano al piano superiore. “Dove pensi di scappare, furbastra!” disse Margot inseguendola.

Dove pensi di scappare,
vieni qui fatti acchiappare

Se sei lenta tu a salire
Quale colpa mi vuoi dare


Sei una gatta birichina
non andrai mica in cantina…

Che dispetti mi vuoi fare
La mia coda vuoi tirare...


Accidenti come corri
Sali su per quelle scale
Salti due gradini insieme
Sei veloce… ma non vale!!

Senti, senti che pretese
Io per te che dovrei fare
Star qui ferma ad aspettare
No,no, no... fammi scappare...
 
La gatta non stette di certo ad aspettare la piccola Margot e scalino dopo scalino arrivò fino alla soffitta.
“Quella gatta è davvero dispettosa” pensò la bambina “chissà dove è andata a nascondersi.” La porta della soffitta era socchiusa, e così decise di entrare.
“Cleo.. Cleo.. “ bisbigliò quasi con un certo timore “dove ti sei cacciata?”.
La luce del pomeriggio entrava nella stanza attraverso una piccola finestra del sottotetto. Tutto intorno vi erano radunati alla rinfusa numerose casse impolverate, alcune carte sparse un po’ a caso sul pavimento e in un angolo una statua di lei, della dea-gatta.
Aveva il corpo di donna, con lunghi capelli neri, proprio come i suoi, con la testa da gatto.
In una mano teneva un bastone, mentre nell’altra aveva uno strano simbolo, che Margot aveva già visto da qualche altra parte, anche se non riusciva a rammentare dove.


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