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giovedì 5 maggio 2011

Cap. III - Che buoni questi biscotti, nonna!

Prima del loro arrivo, la nonna era intenta a preparare dei gustosi biscottini a forma di gatto e tornò verso la cucina seguita dai genitori dei Margot.
Cleopatra fece capolino da una piccola feritoia nella porta. Fece un paio di giri attorno a Margot strusciandosi sulle sue gambe e si diresse verso la cucina ad ispezionare il territorio invaso da quei nuovi intrusi. Saltò su una sedia vicino alla finestra e si rimise a sonnecchiare.
Margot la seguì con lo sguardo mentre si avvicinava al tavolo della cucina per prendere una tazza di tè e qualche biscottino appena sfornato. “Uhm, che buoni questi biscotti, nonna!” disse assaporandoli con gusto.



I biscotti son già cotti
È già ora di sfornar
Son gustosi e profumati
Fatti a forma di gattin…

Son croccanti e saporiti
E nemmeno son guarniti
San di zucchero e vaniglia
Una vera meraviglia…

Da gustare son perfetti

Con il té e gli amichetti
Tieni assaggia signorina
Fan venire l’acquolina…

Il sole del pomeriggio entrava dalla finestra irradiando l’ampia cucina di una intensa luce.
Sulle pareti vi erano numerosi papiri, e fotografie a testimonianza della grande passione che la nonna aveva per la civiltà egizia.
“Che nonna strana! Chissà perché proprio l’Egitto e non altri paesi!” pensò Margot mentre fissava uno dei papiri appesi nella stanza.
“Immagino che ti starai chiedendo per quale motivo mi interessa così tanto tutto ciò che parla d’Egitto, vero mia piccola Margot?” disse la nonna che sembrava averlo letto nel pensiero.
“A dire il vero era proprio quello che stavo pensando” - rispose la piccola un po’ sorpresa – “Non mi dirai che gli egizi ti hanno anche insegnato a leggere nel pensiero!”
La nonna sorrise a quelle parole scuotendo il capo.
“Oh no, mia cara, ancora non ho questa facoltà, ma chissà forse un giorno ci riuscirò!” rispose sorridendo sedendosi vicino alla finestra.
“E' stato tuo nonno a trasmettermi questa passione. Quando ci siamo conosciuti era un giovane e valente archeologo che si occupava proprio degli scavi attorno alle piramidi di Giza. Fu proprio durante quegli scavi che venne elaborata una singolare teoria: osservando bene la disposizione delle tre piramidi, si notò che ricalcavano esattamente la disposizione delle tre stelle della cintura della costellazione di Orione. Ah, questi egizi – sospirò la nonna – non lasciavano mai nulla al caso.
Così col tempo ho imparato ad amare questa civiltà così affascinante, che ci ha tramandato non poche conoscenze in molti campi del sapere, dalla matematica all’astronomia, dalla geometria all’astrologia”.

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