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martedì 5 aprile 2011

Terzo capitolo: C'è nessuno in casa?

Smontò in fretta dal suo asinello legandolo a un cespuglio e si precipitò ansimante davanti alla porta.
"Ehi, di casa… aprite presto!"- urlò tenendosi stretto il galletto sottobraccio.
"Chi è che bussa alla mia porta … cosa volete? "- rispose Don Chisciotte.
In realtà il suo vero nome era Alonso Chisciana, ma nel piccolo paesino tutti lo chiamavano Don Chisciotte, non senza un pizzico d'orgoglio del diretto interessato.
"Messer Alonso sono io, il vostro amico Sancio fatemi entrare vi prego!" - lo supplicò l'amico.
Lentamente la porta si aprì e subito Sancio Panza si precipitò all’interno della casa.
“Buongiorno amico mio, come state?”
“Buongiorno a te Sancio.” - rispose Don Chisciotte tornando a sedersi sulla sua poltrona.
“Passavo da queste parti e così ho pensato di farvi una visitina. Guardate qui che bel pollo vi ho portato. Vado subito in cucina a prepararvi un bel pranzetto.”
Senza nemmeno lasciare il tempo al padrone di casa di fiatare Sancio si diresse in cucina. La loro era un'amicizia così. L'uno andava e veniva dalla casa dell'altro a qualsiasi ora del giorno e spesso pure della notte. Specialmente Don Chisciotte, quando inquieto, era tormentato dalle sue croniche visioni cavalleresche.
Don Chisciotte riprese la lettura di un antico codice cavalleresco dal titolo “De Bellum regolae et nobilis caritatis”.
Eh già il nostro Don Chisciotte era un tipo un po' strano, un vero appassionato di cavalleria ed era a tal punto affascinato dalle leggende degli eroi cavallereschi da credersi lui stesso un cavaliere con tanto di nome e titolo nobiliare: messer Don Chisciotte della Mancia.
Una cosa però lo tormentava. Dalle sue approfondite (quanto inutili) ricerche aveva appreso che per conquistare il cuore di una dama e alla quale dedicare le proprie imprese  ( giacchè ogni cavaliere che si rispetti deve avere una dama cui dedicare le proprie imprese) doveva per prima cosa fregiarsi del titolo di Cavaliere errante. E per far ciò aveva bisogno di un'investitura ufficiale. Come fare? Tormentato da questo dubbio, Don Chisciotte meditava.
Quando Sancio ritornò col pollo tutto fumante pronto a divorarselo, Don Chisciotte chiudendo il libro di scatto, si alzò in piedi e disse: “Ho deciso, dobbiamo partire all'istante! Non è tempo di mangiare amico mio. Presto vieni qui, da ora ti nomino mio personale scudiero.”


 
A nulla valsero le proteste di Sancio Panza e in men che non si dica si ritrovò per strada a seguire quel vecchio mezzo matto.

Caro Don Chisciotte Cavaliere della Mancia
giri tutto il mondo in cerca d'avventura...
Col fido Ronzinante e Sancio il tuo scudier
sei pronto a sfidare tutto il mondo inter

Maghi e stregoni combatti tutti dì...

e se vedi un mulino lo scambi per dragon...
Ma un vero cavaliere non si scoraggia mai
e con le ossa rotte è pronto a ripartir

Caro Don Chisciotte Cavaliere della Mancia
giri tutto il mondo insieme a Sancio Panza..

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