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domenica 10 aprile 2011

Settimo capitolo: Tutto è bene quel che finisce bene.

Il duello iniziò e Rodrigo astutamente finse di essere colpito a morte e cadde a terra. La povera Dulcinea disperata e affranta dal dolore corse dal suo giovane amante piangendo finte lacrime. E la messa in scena fu tanto convincente che tutti credevano che Rodrigo fosse sul punto di morire. Rodrigo a quel punto con fare da vero attore e con un filo di voce chiese di poter esaudire il suo ultimo desiderio, cioè sposare la sua amata Carmen. Tutti i presenti furono concordi nel ritenere più che lecita quella richiesta e lo stesso Pedro, padre di Dulcinea, accorso sul luogo del duello, sebbene a malincuore acconsentì. Venne chiamato subito un prete che celebrò l’unione fra i due giovani e subito dopo Rodrigo spirò!
Quante lacrime (finte … fintissime ve l’assicuro) versò Carmen inutilmente consolata da Don Chisciotte. All’improvviso una musica melodiosa uscì dal mulino e colse tutti i presenti di sorpresa.


Come per miracolo Rodrigo aprì gli occhi e balzando in piedi gridando: “Miracolo… miracolo sono di nuovo vivo … o questo è il paradiso…”
E così dicendo iniziò a ballare e a saltare prendendo per mano la sua amata sposa sotto gli occhi increduli di tutti.
Dal mulino uscirono anche tutti i suonatori che intonavano musiche di danza e canzoni allegre dando inizio ad un vera e propria festa in onore dei due giovani sposi e dello scampato pericolo.
Don Chisciotte da vero cavaliere qual era, capito l’inganno, sorrise al suo scudiero Sancio e prese la parola per benedire quell’unione, invitando tutti a partecipare alla festa!



Nobili signori, Dame e cavalieri
Venite incontro a me 
che dobbiamo festeggiar
Le nozze meritate 
di questa gioventù
che fra mille avventure 
ha scelto una virtù!
 
E la virtù è questa 
seguire il proprio cuore 
non aver paura 
e viver con amore
 
E’ questa la lezione 
da non dimenticare
facciamone tesoro 
e cantiamo tutti in coro
[Fine]

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