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sabato 9 aprile 2011

Sesto capitolo: Ti sfido a duello

Vedendo la scena dall’interno del mulino, Dulcinea e il fidanzato colsero l'occasione per mettere in atto un astuto stratagemma.
Di comune accordo Dulcinea uscì dal mulino con aria preoccupata a soccorrere il povero Don Chisciotte fingendosene innamorata, con lo scopo dichiarato di dare un pretesto a Rodrigo per sfidarlo a un duello.

Rodrigo uscì di corsa brandendo una finta spada e vedendo l'amata china sul delirante cavaliere, finse un plateale attacco di gelosia.  
“ Ah… bene signor Don Chisciotte – disse Rodrigo con finta aria minacciosa - che storia è mai questa, volete forse rubarmi la fidanzata? E tu Dulcinea donna ingrata… e io che ti ho donato pure il mio cuore… in guardia”.  
Dulcinea faticò non poco dal trattenersi dal ridere nel vedere Rodrigo brandire l'arma, e si gettò ai piedi di Don Chisciotte supplicandolo di non accettare.
Don Chisciotte però non aspettava altro che dimostrare in singolar tenzone tutto il suo valore di cavaliere, specie ora che era convinto che Dulcinea fosse innamorata di lui. Impugnò a sua volta l'arma per rispondere all’offesa, ma Rodrigo lo incalzò dicendo:

            tu non sai chi sono io…
 
(D.C.) E io son Don Chisciotte 
            Cavaliere della Mancia 
            E questo è il mio scudiero 
            e si chiama Sancio Panza!

(R.) L’affronto che mi hai fatto 
     con la spada punirò…
         In guardia, in guardia 
            io non avrò pietà!  
 
(D.C.) Accetto la sfida 
            paura non avrò…
            In guardia, in guardia 
            preparati a morir…
 

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