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giovedì 10 marzo 2011

Capitolo Tre: Chi si loda s'imbroda

Poi fu il turno di uno scoiattolo. Anche lui convinto di sfidar la coda della volpe, se ne uscì dal bosco quasi urlando: “Quando volete veder una bella coda, guardate qua!”


E dandole le spalle iniziò a dimenar la coda a più non posso.
La volpe colta da un riso irrefrenabile iniziò a rotolarsi a terra dalle risate, e rise tanto, ma così tanto che per poco non le scesero le lacrime dagli occhi.
“Che ha la mia coda che non va?” stizzito lo scoiattolo le chiese.
“Oh, nulla nulla” trattenendosi dal ridere gli rispose la volpe “solo che ...non so se mi spiego, guarda qui!” E ancora prese a lisciare la coda, che per altro a guardarla bene era davvero bella.
“Crescerà! Oh si.. se crescerà!” rispose lo scoiattolo scappando ancora verso il bosco.
E insomma, più passava il tempo e più animali arrivavano e più lei, la volpe, trovava da ridire sulle loro code striminzite.
Quando meno te lo aspetti però, e pensi di aver già la vittoria in tasca, ecco che l’imprevedibile non capita mai a caso e tutto va storto o quasi.


“E di questa che ne pensi?” fece un pavone, giungendo al lago con la sua coda variopinta!


[Pavone]                E di questa che ne pensi
Vanitosa di una volpe
Forse tu faresti bene
A non vantarti così
Chi si loda poi si imbroda
E nei guai ti metterai
Prima o poi tutti quanti
Se ne andranno via da te

[ Volpe]                   Certo, certo la tua coda
Si la vedo è assai bella
Mille occhi sembra avere
E non posso qui negare
Che assai bella da guardare
Non ho nulla da obiettare
Ma la mia se mi permetti
Vale sempre e assai di pù...

La volpe a bocca aperta rimase, ammirando la maestosità di quella coda. Tuttavia trovò da ridir qualcosa.
“Certo, per esser bella è bella. Mille occhi sembra avere, e non posso negare che starei ore ad osservarla! Ma... prova un po’ a richiuderla, e vedrai da te che poco ci manca che sembri una ramazza.”
Non si scosse per nulla il pavone e di certo non scappò come tutti gli altri. Anzi, si avvicinò alla volpe e prese a parlarle con una calma e un tono da maestro, che la sciagurata quasi si pentì d’aver parlato.
“Ora non fare la modesta – disse spavaldo il pavone – la tua coda nulla o quasi ha da invidiar alla mia, ma non ha occhi! Non vede nulla e sembra cieca. Con questa invece – proseguì vantandosi il pavone – posso veder cose passate, presenti e future.”
Restò incredula la volpe a questa affermazione e proprio nulla gli veniva in soccorso per ribattere, sicché zitta se ne restò e lasciò che a parlare fosse lui.

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