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mercoledì 16 marzo 2011

Capitolo Otto: Che gran villano!


Danae si disperava con le lacrime agli occhi, le gote arrossate dall'ira e dalla delusione. "Misera me! - diceva - Mi ha parlato in modo così villano, e con occhi così pieni di orgoglio eppure così belli, da spezzar in un attimo ogni mia speranza. Ah! Sciagurata, fosse brutto, meno mi peserebbe! E invece ha un viso così dolce e bello. Cosa poteva spiacergli di me, ignobile fellone. Sono la figlia del Re, suo Signore, sono amabile, bella, ho bei capelli, mani delicate e fini. Proprio così, è un villano, spietato e senza cuore!”
Ma di già mentre così lo malediva - continuò a dire il pavone - di quelle parole andava pentendosi, tanta era folle e disperata d’amor per Narciso.
“Ma che vado dicendo? Io l’amo, e ancor di più lo voglio amare. Non m’importa di quel che ha detto. Non posso perderlo, non posso staccarmi dal suo amore. Gli manderò un messaggio e leggendo capirà il suo errore e scusa mi chiederà.”
Così mentre fra sé ragionava e prese a camminar verso il palazzo. Chiusa nella sua stanza il suo struggimento lasciò il passo all’ira e prese ad invocar vendetta agli dei: “Voi dei del cielo e della terra, e dell’aria e del mare. Voi tutti che sapete cos’è l’amore prendete vendetta di colui che mi dà si tanta pena. Fate che conosca cosa sia amore e che non possa aver da amore soccorso e aiuto.”
E’ proprio un gran villano
A respingermi così!
Mi deve del rispetto
Sono la figlia del re.

Ha il cuore come un sasso
E mi disprezza pure
E’ proprio un gran villano
A respingermi così!

Che hanno le mie mani,
le labbra ed il mio viso
la pelle profumata
o il mio bel sorriso!

E’ proprio un gran villano
A respingermi così!
Mi deve del rispetto
Sono la figlia del re.

Ascoltatemi ora
Voi dei dell’Olimpo
Che lui possa in parte
La mia pena sopportar...

Ascoltatemi ora
voi dei dell’Olimpo
che possa sopportare
tutto il male che mi da...

La giovane fanciulla
Già si pente del suo dire
Gli dei or l’hanno udita
E iniziano a tramare..

Che vado vaneggiando
Il mio cuore lui ce l’ha
Mii voglia o mi rifiuti
Non importa per davvero

Ma ormai è troppo tardi
Gli Dei l’hanno ascoltata
E il giovane Narciso
La sua sorte seguirà..


Gli dei silenti l'ascoltano: la sua preghiera sarà presto esaudita - disse il pavone camminando con aria da professore avanti e indietro lungo le sponde del laghetto, dove nel frattempo si era radunata una piccola folla di animaletti in silenzioso ascolto.

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