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mercoledì 2 febbraio 2011

Cap. II - Gina la tartaruga


Nascosta sotto un grosso cespuglio di rododendri Gina la tartaruga dormicchiava al primo sole del mattino.
Il temporale notturno l'aveva sorpresa lontana da casa costringendola a trascorrere la notte sotto il cespuglio in attesa che spiovesse. Ora il cielo era terso, spazzato da leggere raffiche di vento che facevano scorrere veloci le nuvole come soffici batuffoli di cotone. Si svegliò con un paio di lunghi sbadigli. Fece uscire le zampine. Prima quelle davanti e poi quelle posteriori, ruotando un paio di volte il capo all'infuori del guscio.
Quando però provò a fare la sua solita ginnastica mattutina sentì qualcosa premere sul fianco.
Accidenti, cosa sta succedendo – disse cercando di voltare il capino senza riuscire a vedere cosa la ostacolasse.
Quando riuscì a liberarsi si accorse del grosso involucro di carta e paglia che le premeva sul fianco, tutto lacero e inzuppato d'acqua.
Gli girò attorno con cautela, muovendo il capo su e giù, a destra e sinistra. Rimase pensierosa ad osservare lo strano pacco girandogli attorno con aria perplessa.
Dimmi un po', dimmi un po'
chi è che ti ha lasciato qui
Dico a te, proprio a te
cosa sei venuto a far
toc toc toc … toc toc toc

Senti un po', senti un po'
sembra che faccia toc toc
Guarda un po',guarda un po'
sembra che faccia toc toc
toc toc toc … toc toc toc

Dimmi un po', dimmi un po'
sembra un suono familar
Dico a te, proprio a te
non ti burlerai di me...
toc toc toc … toc toc toc

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