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venerdì 11 febbraio 2011

Cap. XI - Siamo Brilli i coccodrilli!

Tutti gli animali fecero da scudo avanzando verso il guardiano con aria minacciosa. Otto l'ippopotamo spalancò la sua grande bocca mostrando i suoi lunghi denti.
Essa l'elefantessa barrì con tutto il fiato che aveva in corpo agitando le sue grandi orecchie. Pigro prese in bocca una grossa corda arrotolata in un angolo e iniziò a correre tutto intorno ai piedi del guardiano, agile e veloce, finendo per legarglieli quasi senza che lui se n'accorgesse.
Ello il serpentello si mise eretto sulla coda sibilando mentre gli si avvicinava. Effa la giraffa senza mostrar il minimo timore prese ad oscillare il suo testone prendendo bene la mira e lasciò partire una colpo alle spalle del povero malcapitato guardiano che finì per perdere l'equilibrio e rovinò a terra.
L'indomani mattina allo zoo c'era un gran fermento. Davanti al recinto dei coccodrilli si era ammassata una grande folla. Brillo in compagnia dei suoi fratelli era l'attrazione dei visitatori sotto lo sguardo vigile di Kocca. Tutti commentavano la notizia apparsa sui giornali:
“Risolto nella notte la misteriosa sparizione dei coccodrilli”. 

Gina osservava la scena compiaciuta e divertita. Sicuramente nessuno avrebbe sospettato che proprio gli animali dello zoo erano stati gli artefici di quella liberazione. Brillo e i suoi fratelli avevano già iniziato a cantare e ballare attorno al piccolo stagno d'acqua sotto lo sguardo divertito dei presenti.





Siamo Brilli i coccodrilli
saltiamo e siamo arzilli
cantiamo tutti in coro
noi siamo i coccobrilli

Siamo Brilli i coccodrilli
allegri e colorati
da poco siamo nati
per farvi divertire

Vogliamo dire un grazie
a tutti i nostri amici
che con il loro aiuto
ci rendono felici

Perché un amico vero
è un grande tesoro
e se tu hai bisogno
non ti lascia mai solo

Siamo Brilli i coccodrilli
saltiamo e siamo arzilli
cantiamo tutti in coro
noi siamo i coccobrill

Coloraci di verde
di rosso o di marrone
colora le tue note
di questa tua canzone

Siamo Brilli i coccodrilli
saltiamo e siamo arzilli
cantiamo tutti in coro
noi siamo i coccobrilli

Saltella insieme a noi
su un piede e poi sull'altro
fai un bel girotondo
girando attorno al mondo.



[Fine]


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Istruzioni per costruire la mamma di Brillo. 
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giovedì 10 febbraio 2011

Cap. X - Che succede qui?

“Che c'è, che succede. Cos'è stato questo rumore?” Il guardiano si alzò controvoglia nel cuore della notte e presa una torcia uscì. “Sarà meglio fare un giro a controllare”.  


Ignari di tutto, i nostri amici entrarono nel locale buio. Mamma coccodrilla si agitava legata ad una grossa catena. Bastò una zampata dell'elefantessa per spezzarla. Brillo le andò incontro festoso e danzante senza accorgersi dei gusci aperti sparsi tutto intorno, segno che anche le altre uova della sua stessa covata si erano schiuse. “Groarr, groarr.. mamma... sei tu la mia mamma vero?”
Tanta era la felicità del piccolo Brillo che quasi non si accorse degli altri piccoli coccodrilli che gli si fecero incontro festanti. “Groarr groarr.. groarr groarr..” Brillo non stava più nella pelle. Aveva voglia di mettersi a cantare e ballare quando sulla soglia apparve all'improvviso il guardiano notturno che li illuminò con la luce della torcia. “Che succede qui...” esclamò con voce tuonante.

La vista di quell'umano aveva colto tutti di sorpresa. Mamma coccodrilla spalancò le fauci pronta a difendere i suoi cuccioli.



“Presto presto, porta in salvo i tuoi piccoli.. “ disse Gina senza perdersi d'animo “a lui penseremo noi... scappa Kocca scappa!!”.




Guida all'ascolto: Britten: The Young Person's Guide to the Orchestra / Rattle · Berliner Philharmoniker.

mercoledì 9 febbraio 2011

Cap. IX - C'è nessuno lì... ?


Seguirono le tracce lasciate dal furgone sul prato del giardino zoologico. Non c'era alcun dubbio. Puntavano chiaramente in direzione della Fabbrica della Premiata Pelleria Codazzi & Co.
Attesero che la notte calò. La scimmietta si era incaricata di rubare dalle tasche del guardiano le chiavi delle gabbie di tutti gli animali e all'ora stabilita si misero in viaggio verso il borsettificio.
La recinzione della fabbrica era circondata da filo spinato. Fasci di luce ruotavano avanti a indietro illuminando a giorno il cortile davanti alla costruzione principale. Il luogo incuteva timore e paura. Tutti gli animali si sentivano a disagio, compreso Essa, l'elefantessa malgrado la sua grossa mole. “Dobbiamo agire con cautela” disse dondolando la proboscide “mandiamo Ello in perlustrazione non possiamo permetterci di fallire.”
Sgusciando silenzioso come solo un serpente sa fare, Ello si intrufolò nella fabbrica. Si fermò davanti a una porta chiusa a chiave con un pesante lucchetto. Dall'interno si sentivano provenire sordi rumori soffocati, ma di umani nemmeno l'ombra. Mancavano poche ore all'alba e il tempo stringeva. Dovevano agire in fretta.


Striscio lento e silenzioso 
dentro al prato fin laggiù. 
Passo sotto a quella porta 
vado in perlustrazion.

Sembra un grande capannone 
buio, sporco e un po' puzzone 
sguscio dietro a quei bidoni 
e qui dietro cosa c'è?

E' una porta misteriosa 
stranamente è chiusa a chiave 
questo no non mi convince 
ora provo a investigare.

Groar groar groar groar.. 
groar groar groar groar...

Sono Ello il serpentello 
son venuto a investigar 
ora vado a riferire 
presto vi libererò..

Groar groar groar groar.. 
groar groar groar groar...


“C'è nesssssuno lì??” provò a domandare sibilando con la sua lingua contro la porta. I rumori tacquero per qualche istante poi ripresero. Somigliavano a un rantolio lungo e profondo.  



“C'è nesssuno.. sssiii?” ripeté una seconda volta.
“Groarr groarr... “ fu la risposta che giunse dall'interno.
Tornò in fretta a riferire quello che aveva sentito.
“Vi ripeto che è vero.. l'ho sssentita chiaramente – disse Ello sibilando nervosamente – non mi sssono sssbagliato.. è rinchiusssa li dentro.. ne sssono ssssicurisssimo...”
“Non c'è tempo da perdere allora...” disse l'elefantessa dondolando come sempre la lunga proboscide “seguitemi.. ci penso io”.  
Non disse altro e presa una discreta rincorsa si lanciò contro il cancello della fabbrica e poi proseguì fino alla porta dell'ingresso principale che si aprì di schianto. Ello faticava a tenere il passo e fu l'ultimo ad arrivare davanti alla porta della stanza dove erano tenuti prigionieri i coccodrilli. “E' qui che li tengono rinchiusssi..” sibilò il serpentello con la lingua che gli penzolava per la gran corsa fatta.
Brillo si sentiva euforico e in preda a una gran agitazione. Dimenava la sua coda a destra e a sinistra rispondendo ai richiami che giungevano dall'interno. “Groarr.. groaar... mamma mamma...”
Gina e gli altri animali si erano disposti in cerchio e incitavano Essa che spingeva con forza la porta col suo grande testone. La porta cedette di schianto con un rumore secco così forte che finì per svegliare il guardiano che dormiva nella sua guardiola.
“Che c'è, che succede. Cos'è stato questo rumore?”

martedì 8 febbraio 2011

Cap. VIII - Ecco visto lo sapevo...

Povero Brillo! Aveva ascoltato di nascosto le parole degli altri animali e si abbandonò allo sconforto. 


Ecco visto lo sapevo
c'è qualcosa che non va
l'ho intuito appena ho visto
quella foto sul giornale 
Io non voglio che mia mamma
faccia questa brutta fine
per favore amici miei
la dobbiamo ritrovar. 

Stai tranquillo piccolino
non ti lasceremo solo
siamo tutti coraggiosi
e vedrai ce la faremo.
A che servono gli amici
se poi quando c'è bisogno
tutti alzano le spalle
e da solo devi far.
 
Si misero a seguire le tracce lasciate dal furgone sul prato del giardino zoologico. Non c'era alcun dubbio. Puntavano chiaramente in direzione della Fabbrica della Premiata Pelleria Codazzi & Co.
Attesero che la notte calò. La scimmietta si era incaricata di rubare dalle tasche del guardiano le chiavi delle gabbie di tutti gli animali e all'ora stabilita si misero in viaggio verso il borsettificio.


La recinzione della fabbrica era circondata da filo spinato. Fasci di luce ruotavano avanti a indietro illuminando a giorno il cortile davanti alla costruzione principale. Il luogo incuteva timore e paura. Tutti gli animali si sentivano a disagio, compreso Essa, l'elefantessa malgrado la sua grossa mole. “Dobbiamo agire con cautela” disse dondolando la proboscide “mandiamo Ello in perlustrazione non possiamo permetterci di fallire.”

lunedì 7 febbraio 2011

Cap. VII - Non esser cos' triste...

Gina era molto dispiaciuta e tentò di infondere un po' di fiducia e di coraggio al piccolo coccodrillo.



Non esser così triste
su dai facci un sorriso
vedrai risolveremo
questo tuo problema
Ho già una mezza idea
di cosa devo fare
ma tu non disperare
e vieni qui a cantar. 

Lo sai ho tanti amici
fra tutti gli animali
han preso tutti a cuore
la tua situazione.
Ma ora fai un sorriso
e non ti rattristare
è sempre così bello
vederti canticchiare

 

Il giorno successivo al calar del sole Gina tornò al giardino zoologico. Gli altri animali già stavano animatamente discutendo.
Le indagini fatte dalla scimmietta avvaloravano l'ipotesi che mamma coccodrilla fosse stata rapita, almeno a giudicare dalle tracce lasciate dai pneumatici di un furgone trovate nei pressi del recinto.
Chi può aver fatto una cosa simile … ” esclamò Otto l'ippopotamo.
E che sarà ora delle sue uova..” fu il commento di Ello il serpentello. “Ma poi, dico io – intervenne Pigro il tigrotto – perché rubare un coccodrillo e le sue uova. Per fare cosa, dico io?”
Gina ascoltava in silenzio e alle parole di Pigro le si illuminò una lampadina. “Lo so io perché – intervenne subito dondolando a destra e a sinistra la testolina – per farci scarpe e borsette, e indovinate un po' chi fabbrica scarpe e borsette nella nostra città?”
Un mormorio di generale disapprovazione si diffuse fra gli animali e proprio in quel momento Brillo sbucò dal cespuglio dove si era nascosto raggiungendo tutti gli altri animali.


domenica 6 febbraio 2011

Cap. VI - Succo di mirtillo...


La questione rimase in sospeso e il gran consiglio degli animali decise di rinviare ogni decisione all'indomani al calar del sole.
Gina preoccupata per essere stata via più del previsto, tornò alla sua casetta accelerando il passo.
Quando arrivò trovò il piccolo coccodrillo che cantava in preda a una curiosa euforia. Cos' era successo?  
Possibile che del semplicissimo succo di mirtillo poteva rendere così euforico quel piccolo coccodrillo? Gina lo osservava incredula, mentre cantava una canzone inventata sul momento buttando lì parole in rima a caso, sorseggiando di tanto in tanto un po' di succo di mirtillo.



Sono Brillo il coccodrillo
io salto e sono arzillo
canticchio come un grillo
col succo di mirtillo...
Mi sento un po' fusillo
e anche un po' birillo 
ma sono il tuo pupillo
per te son sempre Brillo.

Per quasi tutto il giorno Brillo – così prese a chiamarlo Gina dopo la sua canora esibizione - saltò per la casa imitando i versi di tutti gli animali possibili e immaginabili. Il succo di mirtillo senza dubbio aveva uno strano effetto sul piccolo coccodrillo. Gina disperata era incapace di farlo tornare alla normalità. Sconsolata se ne andò in giro per il bosco per farsi passare la disperazione nella quale era caduta.
Si sentiva responsabile per la sorte di Brillo e iniziava a sospettare che la sua improvvisa apparizione fosse in qualche modo collegata con la scomparsa della coccodrilla allo zoo. Tornò nei pressi del cespuglio di rododendro in cerca di indizi.
Quando rientrò la casa era deserta. Lo cercò dappertutto ma di Brillo nemmeno l'ombra. “Dove si sarà cacciato!” si chiese perlustrando il boschetto davanti alla sua casa.
Lo trovò seduto sotto a un albero intento a scorrere le pagine di una rivista. Si avvicinò cauta e vide due grossi lacrimoni solcargli il viso. Gli domandò perché stesse piangendo.
Brillo distolse lo sguardo da quello che stavo guardando.
Guarda.. groaarr... guarda.. hanno la mia stessa pelle! Sono loro mia mamma e mio papà?” chiese tra le lacrime.


Gina cercò invano di consolarlo spiegandogli che così non era.Ma no, Brillo quella che vedi è solo una borsa..” gli fece notare con tono amorevole della voce “Queste invece sono soltanto un paio di scarpe!” 
Allora come mai hanno la mia stessa pelle?” obiettò Brillo che le faceva notare che fossero fatte con la pelle di coccodrillo.

Gina non seppe cosa rispondere.
 
 

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sabato 5 febbraio 2011

Cap. V - Oh ma quanta confusione!

Lasciò il piccolo coccodrillo addormentato nella sua casetta e si avviò verso lo zoo.

Sei sicura che si tratti di un cucciolo di coccodrillo, vero?” domandò Otto, l'ippopotamo sbadigliando con il suo enorme boccone.
 
Potrebbe anche essere un caimano, e non un coccodrillo” sentenziò con tono da maestra Effa la giraffa, che era talmente alta e dal collo così lungo che per farsi udire da Gina era costretta a ripiegarsi più volte su se stessa. 
La discussione sembrava essersi arenata e mano mano che giungevano tutti gli altri animali la confusione aumentava.
 

Possiamo solo aspettare che cresca per capirlo” disse Essa l'elefantessa, dondolando la sua proboscide. 
Tutti annuirono senza che tuttavia si trovasse una soluzione. "Voi non capite il mio tormento – interruppe Gina – caimano o no, lui è davvero convinto che io sia la sua mamma. Ho provato a spiegarglielo ma lui insiste.” Un coro di stupore si levò dall'assemblea degli animali. Tutti fremevano per prendere la parola. 
Si, ma nel frattempo cosa facciamo” intervenne Pigro, il tigrotto dormiglione “non possiamo lasciare Gina insieme al cucciolo, se quello cresce e apre la bocca...”

Ohhh... no, no!! Non si può, non si può no!!” fecero in coro tutti gli animali con crescente preoccupazione.
Gina ascoltava paziente finché non arrivò Ello, il piccolo serpentello che prese la parola sibilando come suo solito.  “Sssecondo me... sss... sss... sssiete sssulla ssstrada sssbagliata...” sembrava farlo apposta a trovare parole che iniziassero con la sss “ssse io fosssiii un sssegugio... sssicuro sssicuro rintrassscerei sssua madre. sssenza problemi...” finendo pure per sbagliare una parola.


Dondolandosi con la coda da un ramo all'altro, arrivò Etta la scimmietta che subito si sentì di dire la sua.
Ho un'idea geniale!” disse a tutti gli altri che di colpo si zittirono. “Andiamo a chiedere a Kocca, chi meglio di lei può aiutarci.”
Il ragionamento della scimmietta fu l'unico che trovò l'approvazione di tutti gli animali. Venne deciso di recarsi seduta stante e senza indugio da Kocca, la coccodrilla a chiedere il suo aiuto. Quando arrivarono il recinto però era deserto. Si guardarono stupiti. Nessuno sapeva farsi una ragione della sparizione.
Sssicurooo che sssarà...ssscappata... sssono pronto a ssscommetterci” sibilò il serpentello a cui erano venute in mente altre parole con la esse adatte alla circostanza. Ma no.. che dici...” gli rispose Otto, l'ippopotamo “non l'avrebbe mai fatto.. Kocca aveva perfino deposto le uova da poco.. e nessuna mammadrilla farebbe una cosa così..”

venerdì 4 febbraio 2011

Cap. IV - Questa si che è bella



Questa si che è proprio bella
far da balia a un coccodrillo
Questa si che è proprio bella
questa proprio mi mancava.
Forse ancora sto sognando
non c'è altra spiegazione
Forse ancora sto sognando
ma che buffa situazione!!
Basterà che apro gli occhi
mi do un bel pizzicottone
Basterà che apro gli occhi
e poi tutto svanirà!


Invece il piccolo coccodrillo non svanì per nulla, anzi, la seguiva senza mai perderla di vista un attimo.
E chi è la mia mamma allora?” continuava a ripetere il coccodrillino.
Tanta insistenza da parte del piccolo coccodrillo provocava in Gina un senso di ansietà. Non riuscire a fargli  comprendere come stavano le cose, la metteva in uno stato di agitazione continua. 
E per quanto avesse cercato di spiegargli che lui non fosse una tartaruga bensì un coccodrillo presto destinato a diventare ingombrante e pericoloso, non riusciva a trovare la soluzione a questo angosciante problema. Così decise di sottoporre la questione ai suoi amici dello zoo.

giovedì 3 febbraio 2011

Cap. III - E tu da dove arrivi...


Gli era parso di sentire un rumore provenire dall'interno. Sempre più insospettita, Gina continuò a girare attorno all'involucro. 
Chissà da dove arrivi? Forse qualcuno ti ha perso, oppure sei soltanto un mucchio di cartaccia che la pioggia ha portato qui - commentò senza aspettarsi una risposta.


E tu da dove arrivi

E tu da dove arrivi
chissà che cosa sei
ieri qui non c'eri
di questo son sicura
Ad osservare bene
mi sembra spazzatura
lasciata per la strada
abbandonata qui.
“groar.. groar...”
“groar.. groar...”

M'è parso di sentire
un piccolo rumore
un suono familiare
che viene da lì dentro
se non è stato il vento
chissà cosa è stato
se non è stato il vento
chissà che sarà...
“groar.. groar...”
“groar.. groar...”

Il suono che proveniva dall'interno però era chiaro e inconfondibile. Dentro a quel pacco qualcosa si stava muovendo. Provò a dare qualche colpetto all'involucro e ancora una volta ottenne la stessa risposta. “groar.. groar...” 
Si diede da fare con le zampine, strappando con la bocca la carta lacera e rimase sorpresa a vedere quello che l'involucro nascondeva. “Perbacco, ma c'è un uovo qui dentro.. e anche bello grosso”. Lo liberò dalla carta bagnata e rimase a guardarlo per qualche istante. “Groar.. groar..."
Sentiva quel richiamo sempre più insistente fino a quando non vide una piccola crepa increspare la superficie maculata di puntini del guscio.  Attese qualche minuto visibilmente emozionata, quand'ecco che il guscio si aprì quasi di schianto nella parte superiore.
“Groar.. groar... mamma.. groar... mamma!" 
Un piccolo coccodrillo spuntò dal guscio puntando i suoi occhioni grandi e sporgenti verso Gina, la quale arretrò stupefatta fissando la bestiola.
Io non sono la tua mamma...” gli fece eco la tartaruga imbarazzatissima. “Groar... groar... mamma... groar... mamma” continuava a ripetere il coccodrillo che nel frattempo si era liberato del guscio e aveva preso a seguire passo passo la tartaruga imitandone perfino l'andatura. “Non sono la tua mamma... “ ripeteva Gina mentre camminava sconsolata nel sottobosco. 

 



mercoledì 2 febbraio 2011

Cap. II - Gina la tartaruga


Nascosta sotto un grosso cespuglio di rododendri Gina la tartaruga dormicchiava al primo sole del mattino.
Il temporale notturno l'aveva sorpresa lontana da casa costringendola a trascorrere la notte sotto il cespuglio in attesa che spiovesse. Ora il cielo era terso, spazzato da leggere raffiche di vento che facevano scorrere veloci le nuvole come soffici batuffoli di cotone. Si svegliò con un paio di lunghi sbadigli. Fece uscire le zampine. Prima quelle davanti e poi quelle posteriori, ruotando un paio di volte il capo all'infuori del guscio.
Quando però provò a fare la sua solita ginnastica mattutina sentì qualcosa premere sul fianco.
Accidenti, cosa sta succedendo – disse cercando di voltare il capino senza riuscire a vedere cosa la ostacolasse.
Quando riuscì a liberarsi si accorse del grosso involucro di carta e paglia che le premeva sul fianco, tutto lacero e inzuppato d'acqua.
Gli girò attorno con cautela, muovendo il capo su e giù, a destra e sinistra. Rimase pensierosa ad osservare lo strano pacco girandogli attorno con aria perplessa.
Dimmi un po', dimmi un po'
chi è che ti ha lasciato qui
Dico a te, proprio a te
cosa sei venuto a far
toc toc toc … toc toc toc

Senti un po', senti un po'
sembra che faccia toc toc
Guarda un po',guarda un po'
sembra che faccia toc toc
toc toc toc … toc toc toc

Dimmi un po', dimmi un po'
sembra un suono familar
Dico a te, proprio a te
non ti burlerai di me...
toc toc toc … toc toc toc

martedì 1 febbraio 2011

Cap. I - Brillo il Coccodrillo






Era una notte buia e tempestosa. Solo un folle o un lestofante si sarebbe arrischiato a sfidare il freddo, e la pioggia sferzante.
Il furgoncino della Premiata Pelleria Codazzi & Co. sbandava sulla strada semi allagata faticando a tenere il centro della carreggiata.
Attento Jack, finiremo per danneggiare il carico” disse al suo socio. “Cosa racconteremo al capo poi?”
Stai zitto Black e lasciami guidare!” rispose il compagno al volante.
Zitto un corno, dannazione.. attento!”
Il furgone sobbalzò violentemente centrando in pieno una buca, rischiando di finire fuori strada. La misteriosa cassa che trasportavano urtò con forza contro la semi-portiera posteriore rovesciandosi sul pianale.
Le sei uova che vi erano contenute rotolarono fuori sballottate dai movimenti del furgone. Un lampo accecante squarciò le tenebre mentre la pioggia aumentava di intensità.
Lo ricordi cosa ci ha detto il capo vero?” disse con tono di rimprovero Black al compagno “se anche un solo uovo viene distrutto... vi distruggo io... ”
Falla finita Black... al massimo faremo in modo che non se ne accorga. Gli daremo in cambio un uovo di gallina” rispose Jack ridacchiando con un'aria perfida “non si accorgerà nemmeno della differenza.. fidati!”.
Continuò a guidare in modo scellerato. Il furgone sbandò più volte e un uovo ancora avvolto nel suo involucro di paglia e carta rotolò fuori trasportato via dal rigagnolo di pioggia che inondava la strada.

Qui comincia l'avventurosa storia...

Da quel giorno Mattia e io diventammo inseparabili. Non c'era episodio della sua vita che io non sapessi, condividevamo sia i momenti belli che brutti e iniziò una splendida amicizia che ancor oggi dura. E anche se Mattia ha i compiti da fare, gli amici in carne ed ossa da incontrare, i suoi hobbies, il suo sport preferito e tutte le moltissime cose che riempiono la sua giornata, non si dimentica mai di me. Così io per ingannare il tempo quando Mattia è troppo impegnato per giocare con me, mi invento delle storielle da leggere la sera poco prima di dormire. A Mattia diverte da matti ascoltare le mie storie, e spero tanto che piacciano anche a te.

E qui comincia l'avventurosa storia di Brillo il coccodrillo che giorno per giorno ti racconterò.