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lunedì 10 gennaio 2011

Capitolo Primo: La soffitta




Nel cuore della notte la porta della soffitta si aprì cigolando.
Il debole fascio di luce di una lampadina illuminò la mensola sulla quale Tino Robot era stato dimenticato. Passi pesanti risuonarono sul pavimento di legno e un'ombra minacciosa si avvicinò. Due forti mani lo presero depositandolo dentro una scatola di scarpe. Tino Robot si domandò cosa stesse accadendo. Tremava di paura, una sensazione mai provata prima. Perché veniva rinchiuso? Dove lo stavano portando?

Il vecchio omone avvolse la scatola in semplici fogli di giornale. La legò con lo spago, ci mise sopra un'etichetta e se ne andò a dormire. Il piccolo robot di cartone rimase immobile senza cogliere il minimo rumore provenire dall'esterno.
Il mattino seguente fu anche peggio.
Un timbro impresso con forza per poco non sfondò la scatola.
Sentì che scivolava lungo un nastro trasportatore, urtando contro altri pacchi e pacchetti. Venne portato prima su una
nave. Poi su un aereo. Attraversò paesi e paesi sballottato su un treno merci e poi su un camion.
All'improvviso sentì un freddo polare. La porta di un furgone che sbatteva. Passava di mano in mano sempre rinchiuso in quella scatola. Infine rinchiuso dentro a un sacco qualcuno lo stava portando in bicicletta.
Tino Robot stremato dal viaggio e dalla paura cadde in sonno profondo.

Il postino
(Guarda il video della canzone)

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Un pensiero particolare di affetto a Chiara Quintili, autrice delle illustrazioni di Tino Robot. 
Un animo gentile, una professionista dalla raffinata sensibilità che troppo presto un destino avverso ci ha privato della sua preziosa collaborazione. 
Al suo ricordo e alla sua famiglia, va tutto il mio caloroso affetto. 

L'autore.  




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